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martedì 7 febbraio 2012

Lavoro: Camusso, senza accordo la riforma sarebbe ingiusta

Il Segretario Generale della CGIL in una intervista all'ANSA parla delle trattative con il Governo e delle polemiche “insopportabili e stucchevoli” sul posto fisso e sulle troppe tutele. “Sull'articolo 18 reagiremo insieme a CISL e UIL”. Il 2012 anno di piena recessione: il vero allarme è la disoccupazione. Una proposta innovativa sulle pensioni d'oro e i titoli di Stato - Leggi l'intervista completa
» Lavoro: CGIL a Monti, parlare di troppe tutele sbagliato e offensivo
04/02/2012 Condividi su:  condividi su Facebook condividi su Twitter

La riforma del mercato del lavoro ''senza l'accordo sarebbe ingiusta e inadeguata ai problemi''. Lo afferma il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, in una intervista rilasciata oggi (sabato 4 febbraio) all'agenzia di stampa ANSA. Il carattere ingiusto di una eventuale riforma senza accordo è dimostrato, spiega Camusso, dalla ''cosiddetta riforma delle pensioni che ha moltiplicato i problemi sul lavoro, prodotto ingiuste violenze e non ha neanche offerto una prospettiva ai giovani''.

Il 2012 sarà un anno ''di piena recessione. La prima e più grave preoccupazione è la disoccupazione che crescerà ancora determinando parallelamente una crescita ulteriore di quelli senza tutele''. ''Mi riferisco ai giovani, alle donne, ai lavoratori ultra cinquantenni – spiega all'ANSA il Segretario Generale – e si produrrà nuova frammentazione del mercato del lavoro. Per questo la crescita non può continuare ad essere rinviata, non vorremmo che si pensasse ad una 'fase tre''.

Rispetto alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Mario Monti, il Segretario Generale ha detto che ''questa polemica sul posto fisso, sulla sua presunta monotonia, è stucchevole e insopportabile''. ''Soprattutto in una stagione così difficile, bisognerebbe essere rispettosi di chi cerca un lavoro disperatamente e non ha certo tempo di annoiarsi''. Sempre rispondendo all'ANSA, il leader della CGIL ha ironizzato sulla battuta del Presidente del Consiglio: ''Immagino che il professor Monti sia in grado di farci un elenco di quali sarebbero le troppe tutele perché, nonostante gli sforzi, non le vediamo''. ''Siamo di nuovo di fronte ad uno stesso ritornello, questo sì monotono''

Molto chiara anche la posizione della CGIL sui licenziamenti e l'eventuale attacco allo Statuto dei lavoratori. ''Abbiamo detto con chiarezza perché l'articolo 18 non è un tema della trattativa – spiega Susanna Camusso - non si deve cambiare. Chi continua a proporlo manifesta la sua volontà di non fare nessun confronto''. Ma su questi temi non c'è da scherzare. ''Quando si dice che l'articolo 18 scoraggia gli investimenti, si fa un'affermazione grave. Soprattutto - aggiunge - per un Presidente del Consiglio che dovrebbe avere come prima funzione quella di presentare positivamente il Paese e promuovere investimenti''. Camusso suggerisce al Presidente Monti di leggere ''le infinite inchieste su ciò che viene giudicato d'ostacolo per investire in Italia: dalla criminalità agli incentivi, dall'incertezza fiscale a quella dei pagamenti''. Rispondendo all'ANSA, il Segretario Generale aggiunge: ''trovo davvero offensivo che si porti avanti una campagna, in un Paese come lo è il nostro in difficoltà per gli effetti di una crisi generata dalla finanza, dai non investimenti sul lavoro, di continui attacchi al lavoro''. Sempre in tema di licenziamenti, Susanna Camusso dice che ''sostenere, come fa la ministra con una strana affermazione, che 'non è giusto legare un lavoratore all'impresa' cosa vorrebbe dire? Che si vuole facilitare la licenziabilita'? Non è assolutamente questo il tema da affrontare e non lo è tanto meno adesso in una fase di recessione''.

In ogni caso sull'articolo 18 la CGIL reagirà insieme agli altri sindacati: "abbiamo un documento con CISL e UIL per questo confronto, sulla base di quello valuteremo e decideremo quali iniziative prendere se il confronto non potesse procedere o ci trovassimo di fronte alla volontà di cambiare le norme sui licenziamenti e sull'articolo 18''.

Riprendendo anche una battuta fatta oggi dal ministro Fornero, Susanna Camusso parla dell'amministratore delegato della FIAT, Sergio Marchionne. Marchionne come Thatcher al maschile? ''Trovo interessante il confronto. La Thatcher di certo non ha portato bene al mondo''. Rispondendo sempre alla Fornero che ha detto di non vedere Susanna Camusso come un avversario, la leader della CGIL dice semplicemente: “vedo il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, come un ministro, la nostra controparte in un confronto difficile. Proprio come è normale che sia''.

In ogni caso si devono ribaltare le priorità. ''La precarietà e la lotta al sommerso – spiega il Segretario Generale - devono essere le vere priorità di questo confronto col Governo se davvero vogliamo dare una risposta ai giovani''. Riferendosi alle parole usate dal ministro Fornero, Susanna Camusso dice che ''la flessibilità buona, se così la si può chiamare è quella collegata ad esigenze vere, per esempio la stagionalità. E' quella rispettosa dei diritti, della retribuzione e della sicurezza del lavoratore. La flessibilità cattiva la vediamo nel finto lavoro autonomo, negli stage non pagati e reiterati, nei contratti a termine che vengono temporaneamente sospesi per poi riprenderli evitando così che si traducano in lavoro a tempo indeterminato''. In generale, ''la flessibilità è cattiva quando le molteplici forme contrattuali, le collaborazioni, il finto lavoro autonomo, sono solo un mezzo per pagare poco il lavoro stesso, rendendolo insicuro e privo di diritti”.
Si tratta anche di cambiare registro in termini di equità. Si potrebbero così sperimentare strade diverse anche su pensioni d'oro e titoli di Stato. ''Il Btp day – dice il Segretario Generale - è stato fruttuoso, allora perché non si decide che le pensioni oltre i 5 mila euro al mese si pagano in titoli e così anche le retribuzioni pubbliche oltre i 150 mila euro l'anno?''. ''Potrebbe essere - aggiunge - un modo per reperire risorse e fare in modo che la parola equità torni ad avere un po' di cittadinanza''.

Vedremo dunque come si procederà nella trattativa con il Governo. ''Ci stupiscano innovando – conclude Susanna Camusso - e non con il trito e ritrito ritornello che licenziare è la soluzione di tutti i mali. Rendere i licenziamenti più facili vuol dire solo produrre più iniquita''. Questo Governo ha fatto comunque di più ''rispetto al nulla del passato'' anche se siamo molto lontani da quello che è stato fatto in Francia e Germania.

(da: 
http://www.cgil.it/ ).

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domenica 9 ottobre 2011

Manifestazione FP FLC CGIL "Pubblico è Futuro" : intervento di Susanna Camusso

Pubblichiamo l'intervento di Susanna Camusso alla Manifestazione dei lavoratori di Funzione Pubblica e Federazione Lavoratori della Conoscenza:

mercoledì 24 agosto 2011

CGIL: 6 settembre Sciopero Generale 'un'altra manovra è possibile'


Cento manifestazioni territoriali accompagneranno le 8 ore di astensione dal lavoro. Il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, ha presentato oggi nel corso del presidio davanti al Senato la 'contromanovra' elaborata dalla Confederazione, proposte alternative per contrastare la crisi che tengono conto dell'equità e della crescita



» La contromanovra della CGIL, le proposte alternative per contrastare la crisi - Schede
» VIDEO: Intervista Susanna Camusso su CGILtv

» AUDIO: Conferenza stampa Susanna Camusso
24/08/2011 Condividi su:  condividi su Facebook condividi su Twitter
Uno Sciopero Generale, quello proclamato dalla CGIL per mercoledì 6 settembre, che si rende necessario per cambiare il forte segno di iniquità della manovra del 13 agosto, che da ieri è all'esame della Commissione bilancio del Senato. La decisione della Confederazione di lanciare lo Sciopero Generale, come spiegato da Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL, oggi in presidio davanti a Palazzo Madama, insieme ad una numerosa delegazione del sindacato di Corso d'Italia, si è resa necessaria di fronte una manovra “bugiarda”, che non “permetterà al Paese di raggiungere gli obiettivi dichiarati per i pareggi di bilancio, perchè profondamente depressiva”. “Sappiamo benissimo - prosegue Camusso - che stiamo chiedendo un sacrificio straordinario ai lavoratori, ma un sacrificio straordinario va chiesto di fronte ad una situazione straordinaria, e lo chiediamo oggi per non avere una condizione sbagliata domani”.
Cento manifestazioni territoriali accompagneranno lo Sciopero Generale del 6 settembre che sarà di 8 ore per ogni turno di lavoro. Una grande mobilitazione per chiedere l'immediato ritiro di una manovra che “non favorisce la crescita e fa pagare solo ai contribuenti onesti” e per sostenere delle proposte alternative di contrasto alla crisi, come quelle presentate oggi dalla CGIL nel corso della conferenza stampa davanti al Senato, perchè “un'altra manovra è possibile”.
La 'contromanovra' elaborata dalla Confederazione, come spiega Camusso ai microfoni della CGILtv  “vuole tener conto dell'equità e della giustizia fiscale e indica dove trovare le risorse utili, costruendo contemporaneamente risposte per la crescita a partire dall'occupazione giovanile”. La CGIL accusa il Governo di aver varato una manovra che aumenta le tasse, soprattutto sui redditi da lavoro dipendenti e da pensione, sui redditi medio bassi e sui contribuenti onesti, per questo propone una maggior equità attraverso la tassazione dei redditi diversi quelli 'fissi' a cominciare dai grandi patrimoni e da una vera lotta all'evasione fiscale e contributiva. In particolare, nella 'contromanovra' la CGIL rivendica un'imposta ordinaria sulle grandi ricchezze, con un'aliquota progressiva solo sulla quota che eccede gli 800mila euro; un'imposta straordinaria sui grandi immobili, il cui valore netto superi la soglia degli 800mila euro; un 'contributo di solidarietà' su tutti i redditi; l'aumento della tassa di successione per incentivare l'inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Inoltre, la CGIL vuole contrastare il carattere depressivo del decreto e propone un fondo per la crescita e l'innovazione da destinare ad un piano energentico nazionale, a politiche di green economy, alla ricerca e allo sviluppo e ad una seria politica industriale per il Mezzogiorno. Come più volte ribadito dalla leader della CGIL, il Consiglio dei ministri ha varato una manovra “bugiarda” perchè “dice di tagliare i costi della politica, ma in realtà fa solo demagogia, riducendo gli spazi di democrazia, con i tagli agli enti locali, senza intervenire sulle risorse nazionali”, per questo è importante, ribadisce la CGIL nella sua 'contromanovra', “il taglio lineare ed immediato di tutti i vitalizi di politici e amministratori pubblici”.
Minacciata dalla manovra anche la “natura e l'identità del nostro Paese” avverte Camusso, è un provvedimento, spiega, “che senza dirlo introduce la norma di licenziamento senza giusta causa, interferendo nella libertà di contrattazione dei sindacati” e “tenta di cancellare le festività del 25 aprile, del 1° maggio e del 2 giugno. Si vuole cambiare la sua storia e le sue gloriose radici che risiedono nella Liberazione e nella costituzione della Repubblica”. A questo proposito il Segretario Generale ha ricordato la petizione popolareche la CGIL ha promosso per preservare la memoria e l'identità dell'Italia, che ad oggi ha raccolto quasi 30mila firme. Con lo Sciopero Generale del 6 settembre la CGIL vuole sostenere tutto questo e quindi più crescita, più occupazione e più sviluppo.

lunedì 13 giugno 2011

Referendum: Camusso, acqua, energia e giustizia, vince la democrazia



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Raggiunto ampiamente il quorum su tutti i quesiti referendari, attestandosi al 57%. Per la Confederazione “con la vittoria dei Sì, vince la ragione”. Festeggiamenti in tutta Italia. In piazza a Roma la leader della CGIL, afferma: “sconfitte le politiche del governo, ora rifletta e tragga le conseguenze”
13/06/2011 Condividi su:  condividi su Facebook condividi su Twitter
L'Italia guarda al futuro nel rispetto dei beni comuni. Un futuro, rivendicato da milioni di italiani con il referendum del 12 e 13 giugno, fatto di acqua pubblica, energia pulita e rinnovabile, e in cui si ribadisce che la giustizia deve essere uguale per tutti. Una “vittoria della democrazia”, così è stato definito dalla CGIL, il raggiungimento del quorum sui quattro quesiti referendari: acqua, nucleare e leggittimo impedimento. Una straordinaria partecipazione del popolo italiano che, per i referendum abrogativi, non si registrava dal 1995.


“Vince la democrazia sui temi dell'acqua, dell'energia e della giustizia uguale per tutti” ha dichiarato Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL, oggi presente a Piazza Bocca della Verità a Roma, dove i comitati referendari per il 'Sì' si sono dati appuntamento per festeggiare gli ottimi risultati raggiunti. Per la leader della CGIL “è stata una delle occasioni in cui si è riusciti a riunire la partecipazione dei cittadini e la politica”, riuscendo così “nella vittoria della democrazia e in una secca sconfitta delle politiche del governo”. Inoltre, il Segretario Generale della CGIL, rivolgendosi all'esecutivo e sottolineando le sconfitte che in un questo periodo ha incassato: le amministrative e il referendum, ha concluso “ora ha numerose prove che il Paese sta pensando ad altro e che vorrebbe altre politiche, rifletta e tragga le conseguenze”.
ll quorum è stato raggiunto con il 57% degli elettori italiani che è andato alle urne per rispondere ai quattro quesiti. Secondo i dati definitivi trasmessi dal Viminale sono quasi identiche le percentuali per tutti e quattro i referendum. In particolare, per i quesiti sull'acqua pubblica ha votato il 57,02%, mentre sull'energia nucleare i votanti sono stati il 56,99% e per il legittimo impedimento il 56,98%. Questi dati si riferiscono agli 8.092 comuni italiani. Inoltre, va ricordato che, il dato complessivo del 57% dei votanti rende comunque ininfluente il dato sull'affluenza alle urne all'estero, in quanto il quorum è ampiamente superato.
“Con la vittoria dei Sì, vince la ragione”, ha affermato Antonio Filippi, Responsabile energia della CGIL Nazionale. “Con questo voto - ha proseguito il sindacalista - gli elettori hanno sancito che l'Italia è un Paese moderno che non vuole tornare indietro, che guarda con fiducia al futuro nel rispetto dei beni comuni”. Un referendum, ha concluso Filippi, “che ha affermato anche un altro concetto fondamentale: in uno Stato di diritto, i cittadini di fronte alla legge devono veramente essere tutti uguali”.

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sabato 15 gennaio 2011

FIAT: Camusso, bocciato modello autoritario, serve consenso

All'indomani del referendum di Mirafiori il Segretario Generale CGIL, nel corso del Direttivo Nazionale, ha affermato “ora subito accordo pattizio su regole democrazia e rappresentanza”.
» A Mirafiori vince il sì con il 54%. Decisivo voto degli impiegati 
» 28 gennaio, Sciopero Generale FIOM CGIL
15/01/2011 
“Il voto di Mirafiori, per il quale Rsu e iscritti FIOM si sono spesi, dimostra che non c'è la possibilità di governare la fabbrica senza il consenso dei lavoratori e quindi nega il ritorno del modello autoritario delle fabbriche-caserme. Sappiano Marchionne e Confindustria che così non si governa. Si tratta di un voto che conferma l'esigenza di definire regole di rappresentanza e democrazia per tutti”. Lo ha dichiarato questa mattina il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, in un passaggio della sua relazione introduttiva al Direttivo Nazionale convocato a Roma per discutere la proposta della Confederazione su democrazia e rappresentanza, all'indomani del voto di Mirafiori.
Analizzando nel dettaglio il voto espresso dai lavoratori dello stabilimento torinese, Susanna Camusso ha spiegato che “tra gli operai direttamente interessati alla produzione è prevalso il no”. Il totale dei voti contrari all'accordo firmato da tutti i sindacati, ad eccezione della FIOM, si è attestato su 2.307 no. “Siccome la FIOM a Mirafiori ha circa 600 iscritti - ha affermato Camusso -, e ha ottenuto oltre 900 voti all'ultima elezione delle Rsu, l'area dei voti contrari è molto più vasta, una rappresentanza che va molto oltre”.
Il Segretario Generale della CGIL, anche alla luce di questo risultato a Mirafiori, ha detto che “l'obiettivo è raggiungere un accordo con gli altri sindacati e le associazioni di impresa sulle regole della rappresentanza e sulla democrazia. L'accordo pattizio dovrà essere la base di una legge che abbia valenza 'erga omnes'”. Rivolgendosi al mondo politico, il Segretario Generale, a proposito della legge sulla rappresentanza, ha invitato ad “una coerenza con le scelte assunte dalle parti sociali”. La CGIL chiede quindi un sostegno diretto alla sua proposta che possa finalmente dare attuazione all'articolo 39 della Costituzione sui temi della rappresentatività e della rappresentanza. Su questo punto, Camusso ha annunciato che “da oggi partirà una grande campagna nazionale per la democrazia” e ha invitato tutta la CGIL “a mobilitarsi per avere la piena riuscita dello Sciopero Generale dei metalmeccanici promosso dalla FIOM per il 28 gennaio”.
Rivolgendosi al Segretario Generale della CISL, Raffaele Bonanni, il leader di Corso d'Italia ha detto che “la CGIL è sempre stata d'accordo con il concetto di pluralismo sindacale. Ma il pluralismo va riconosciuto sempre, ed è in contraddizione con gli accordi ad excludendum”. Per quanto riguarda la proposta organica sulla rappresentanza e sulla democrazia, “la CGIL si misura attraverso novità con quanto è successo a partire dallo strappo sulle regole del modello contrattuale del 2009. Per questo – ha spiegato – ci esercitiamo sulla funzione del mandato e dell'allargamento della coalizione per non lavorare nella logica dell'esclusione, insieme al tema della libertà dei lavoratori di scegliere ed eleggere i loro rappresentanti attraverso la generalizzazione del voto delle Rsu”. Questi i contenuti della proposta sui temi della rappresentanza e della democrazia su cui si dovrà esprimere in serata il direttivo. “Ma - ha concluso il Segretario Generale - il tempo della discussione è finito. Il tempo della decisione è oggi”.

domenica 2 gennaio 2011

Napolitano: Camusso, importante l'attenzione del Presidente per giovani e lavoro

Forte apprezzamento da parte del Segretario Generale della CGIL per le parole di fiducia e di speranza pronunciate dal Presidente della Repubblica nel messaggio di fine anno. Al centro del discorso anche i temi dello sviluppo e della ricerca, dei migranti e dei 150 anni dall'unità d'Italia»
01/01/2011 
Vivo apprezzamento, da parte del Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, per le parole pronunciate dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione del messaggio di fine anno. "Ancora una volta, come in tante altre occasioni - dice Camusso - il Presidente ha dimostrato grande attenzione nei confronti delle condizioni dei giovani e del mondo del lavoro".
In una nota, la leader della CGIL, ha voluto sottolineare come “in un momento di grande incertezza per il paese e in una fase economica molto difficile, siano arrivate ai giovani, dalla più alta carica dello Stato, parole di fiducia e di speranza e un invito a cogliere i segnali positivi per il futuro”.
Camusso ha voluto, inoltre, esprimere gratitudine al Presidente Napolitano “per l'attenzione dimostrata nei confronti dei problemi del lavoro e dell'occupazione, e per il suo appello a ricercare soluzioni condivise e un confronto costruttivo con tutte le parti interessate”. “Molto significativa e condivisibile - ha aggiunto la dirigente sindacale - anche l'importanza che il Presidente ha rivolto ai temi dell'innovazione e della ricerca come strumenti imprescindibili per accrescere la produttività del nostro paese, nel rispetto dei diritti e della dignità dei lavoratori”.
Il Segretario Generale della CGIL, nel concludere la nota, ha voluto esprimere apprezzamento per l'attenzione di Napolitano verso i migranti "nel salutare tutti coloro che popolano l'Italia senza distinzioni" e per il passaggio sui 150 anni dell'unità d'Italia.





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lunedì 27 dicembre 2010

Alcune dichiarazioni di Susanna Camusso sul caso FIAT Mirafiori

Riportiamo un paio di articoli apparsi oggi sulla stampa nazionale e contenenti alcune dichiarazioni che la Segretaria Generale della CGIL Susanna Camusso ha fatto in merito all'accordo separato (senza la firma della FIOM) su FIAT Mirafiori:
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Il segretario generale parla di ritorno agli anni Cinquanta con l´esclusione della Fiom dalla fabbrica La leader Cgil: Cisl e Uil sono ormai sindacati aziendalisti

27/12/2010 | Repubblica | Lavoro
CAMUSSO ALL´ATTACCO DI MARCHIONNE: "ANTIDEMOCRATICO E AUTORITARIO"
"Ritorno al passato con quell´intesa"
Noi non avremmo mai firmato un accordo concordando l´esclusione di un sindacato dall´azienda 
O fa sentire la sua autorevolezza nel sistema delle imprese o prevarranno le regole della giungla 
Un sindacato non può limitarsi all´opposizione, altrimenti rinuncia alla tutela concreta dei lavoratori 
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ROMA - «Sergio Marchionne? Un antidemocratico, illiberale e autoritario», risponde Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, che per la prima volta parla dell´accordo separato alla Fiat-Chrysler raggiunto alla vigilia di Natale. Un´intesa - dice - che la Cgil non avrebbe mai firmato perché «non si può concordare l´esclusione di un sindacato». Camusso attacca Cisl e Uil: «Si sono trasformate in sindacati aziendalisti che propagano la posizione della Fiat». Poi la Confindustria: «O fa sentire la sua autorevolezza nel sistema delle imprese oppure prevarranno le regole della giungla. Non può limitarsi a guardare perché è in atto un´offensiva pure nei suoi confronti». Ma ci sono anche errori della Fiom, sostiene il leader della Cgil: «Dovremo discuterne al nostro interno». Nessuno sciopero in vista (a parte quello della Fiom) ma una grande campagna sul tema della libertà sindacale. E il Pd? «Bene Bersani - risponde Camusso -, ma troppo spesso a sinistra si sviluppa uno stucchevole dibattito sull´innovazione senza accorgersi che può rappresentare anche un profondo arretramento».
Cosa significa l´esclusione della Fiom da Mirafiori, fabbrica simbolo nella storia industriale italiana?
«Significa il ritorno agli anni Cinquanta. Allora c´erano i reparti confino, oggi c´è l´esclusione della rappresentanza sindacale. L´idea, tuttavia, è esattamente la stessa. E cioè quella di costruire un sindacato non aziendale bensì aziendalista il cui unico scopo è quello di propagare le posizioni dell´impresa».
Non le pare un po´ offensivo nei confronti della Cisl e della Uil?
«Guardi, nel suo libro "Il tempo della semina", Bonanni racconta con orgoglio come, proprio negli anni Cinquanta, la Cisl rifiutò la richiesta della Fiat di inserire nelle liste cisline per l´elezione delle Commissioni interne alcuni nomi graditi all´azienda. È Bonanni che illustra bene come il sindacato aziendale sia la negazione di quello confederale. Ora dovrebbe spiegarci lui come considera un accordo che contiene al suo interno le regole per escludere un altro sindacato confederale».
Si sta prefigurando un sistema di relazioni industriali senza la Cgil?
«Secondo me la Fiat ha deliberatamente costruito una successione di eventi per negare la libertà sindacale».
Marchionne ha sempre detto che tesi di questo genere non stanno né in cielo né in terra.
«E allora, perché non applica l´accordo interconfederale del ´93 sulla libertà sindacale? Vorrei poi ricordare a Confindustria che non può restare immobile se vuole evitare che salti, come ha riconosciuto, il sistema della rappresentanza sindacale. Se non si vuole rischiare che il conflitto sociale diventi ingovernabile bisogna al più presto trovare un accordo sulla rappresentanza e la democrazia sindacali che completi il protocollo del ‘93».
Spetta alla Confindustria aprire il negoziato?
«È irrilevante chi lo fa. Io credo che Cisl e Uil abbiano sottovalutato l´effetto dell´intesa per Mirafiori. Perché quando si permette a una grande impresa di escludere un sindacato, si sa con chi si comincia ma non si sa con chi si finisce».
Considera Marchionne un innovatore o, come si diceva un tempo, un reazionario?
«Penso che il tratto distintivo di quell´accordo sia il suo essere anti-democratico. Direi che Marchionne è un anti-democratico e illiberale. Il tema vero è questo. Aggiungo che non può esserci un modello partecipativo che si fondi sull´impedimento della libertà sindacale».
Ma la Fiom non poteva firmare "turandosi il naso", rimanendo però all´interno della fabbrica?
«È difficile applicare il principio del voto con il naso turato nelle trattative sindacali. La Fiom, possibilmente con la Cgil, dovrà aprire una discussione su questa sconfitta. Perché, l´ho già detto, un sindacato non può limitarsi all´opposizione altrimenti rinuncia alla tutela concreta dei lavoratori».
Sta criticando la Fiom. Le colpe, allora, sono anche a casa sua?
«Quando c´è una sconfitta non possono non essere stati commessi degli errori. Nessuna grande sconfitta è solo figlia della controparte. Ce l´ha insegnato Di Vittorio: se anche ci fosse una responsabilità in percentuale minima, su quella ci si deve interrogare».
Perché condivide il no all´accordo per Mirafiori?
«Perché quella proposta è poco rispettosa della fatica del lavoro. Non si può applicare ai lavoratori la cosiddetta "clausola di responsabilità", secondo la quale non è possibile opporsi all´intesa e scioperare anche se le condizioni di lavoro diventano insopportabili. Una clausola di quel tipo possono sceglierla sindacati e imprese ma non possono subirla i lavoratori».
Dunque, questo è il motivo del no?
«Questo è il motivo . Comunque la Cgil non firmerebbe mai un accordo che escludesse un altro sindacato».
Ammetterà almeno che Cisl e Uil hanno reso possibile l´investimento della Fiat e così il futuro produttivo di Mirafiori?
«Capisco questo ragionamento e lo considero un tema importante. Tuttavia mi piacerebbe sapere qual è il progetto "Fabbrica Italia" e come la Fiat pensi di colmare il ritardo che ha accumulato rispetto ai suoi concorrenti sul versante dei modelli. Ma anche per questo continuo a non comprendere quale necessità ci fosse di ricorrere a un modello autoritario che ci riporta agli anni Cinquanta».
ROBERTO MANIA
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Camusso: se si nega la rappresentanza dei lavoratori nel sindacato, di fatto si nega anche quella delle imprese
27/12/2010 | Stampa | Lavoro
«MIRAFIORI, UNA SFIDA PER CONFINDUSTRIA»
Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, non ha dubbi. «Il modello che deriva dall’accordo su Mirafiori cancella la libertà sindacale. Non è una “grande novità”, ma la riproposizione di uno stile da anni ‘50. Per la Cgil ora il problema centrale è quello della democrazia e della rappresentanza. Su questo tema chiediamo a Confindustria di confermare l'orientamento, che aveva già espresso nei giorni scorsi, e di estendere in tempi rapidi l’accordo interconfederale del ‘93 per risolvere il nodo della rappresentanza che apra la strada a una legge». Veramente Confindustria ha definito positivo l’accordo su Mirafiori. «Sto alle dichiarazioni recenti in cui Confindustria ha chiaramente detto che mettere in discussione il sistema della rappresentanza avrebbe determinato un livello di conflitto non necessario. Chiedo a Confindustria di essere coerente, e di definire urgentemente con noi le regole della rappresentanza. Qui si nega la libertà sindacale, uno dei fondamenti di qualunque sistema democratico. C’è l’idea che l’impresa possa esercitare la sua funzione solo se tutti i lavoratori la pensano come lei». Ma l’intesa è stata accolta da un coro di consensi. Anzi, si dice che la Fiom poteva e doveva firmare. «Mettere in discussione la libertà sindacale serve alla Fiat, serve al paese?» Marchionne ha detto che quest’intesa era obbligata per l’investimento da un miliardo a Torino. «Ma non c’entra niente. Si può decidere di “strappare” perché si ritiene decisiva una certa organizzazione dei turni; un sindacato dirà di no, altri di sì, si fa un accordo separato. A me non piace, ma finisce lì. Altra cosa è decidere di escludere i lavoratori dall’esercizio di un diritto. Cancellare un sindacato. Si pensi a un “accordo Mirafiori” in Parlamento. Un partito che non è d’accordo va fuori, non ha diritto di esistere? Riflettano i nostri cugini di Cisl e Uil: se poi capita - e capiterà - che non siano d’accordo loro, che succede, vengono anch’essi cancellati?» Intanto sono la Fiom, e spesso la Cgil, a essere escluse. «Vi ricordate la poesia del pastore antinazista Martin Niemö ller? “Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento perché rubacchiavano”, dice. E finisce: “un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”. Non può diventare normale che chi non la pensa come te sta fuori. Sono i lavoratori, non l’impresa, a decidere quale sindacato può esserci e quale no. Tutta questa storia non c’entra con i turni, le pause o gli investimenti di Fabbrica Italia». Ci sarà una corsa a imitare la Fiat, a uscire dai contratti nazionali?«La Fiat è l'unico produttore italiano di automobili, se ce ne fosse stato un altro non sarebbe esistito un accordo simile. Il contratto nazionale è anche un regolatore della competitività tra le imprese, evita il dumping tra le aziende. Temo che qualche impresa possa essere indotta in tentazione: ne deriverebbe una situazione assolutamente conflittuale, che non conviene a nessuno. Se si nega la rappresentanza dei lavoratori, di fatto si nega anche quella delle imprese, il ruolo di Confindustria. Anche Confindustria ha un problema: se le grandi imprese vanno per conto loro, le piccole cercheranno nuovi lidi, no?»
Cosa farete, ora? «Dopo l’accordo del 2009 sul modello contrattuale la Cgil ha lavorato per fare rinnovi contrattuali unitari. Spesso ci siamo riusciti. Ora dovremo far avanzare le regole della rappresentanza per salvare la libertà sindacale. È una sfida che ha davanti a sé anche Confindustria». Si è parlato di modello americano, di fine delle liturgie concertative europee. «Mi sembra solo propaganda, per alimentare l’idea che tutto ciò che è diverso è nuovo, e ciò che è nuovo è comunque positivo. Marchionne, quando voleva la Opel, ci ha lavorato un mese, e si è guardato bene da dire al governo tedesco che era una liturgia... C’era tutta questa fretta, si doveva decidere in 24 ore sulla vita delle persone, sui turni, sulla malattia? E insisto: chi l’ha detto che il lavoratore deve pensarla come chi gli dà il lavoro?» E ora c’è il referendum. E la Fiom non esiste più come sindacato a Mirafiori. «Resta la più grande organizzazione dei metalmeccanici. Dire che non esiste più mi pare difficile. Il referendum? Vedremo. Penso che la Fiom dovrà trovare le forme per essere comunque presente. Non credo che il paese si possa permettere aziende che si considerano extraterritoriali. Invito Cisl e Uil a riflettere: se non vorranno essere esclusi alla prima occasione, dovranno essere sempre d’accordo con quello che le aziende di volta in volta dicono. Qualcuno può dire che chi è stato escluso oggi se l’è cercata; la volta dopo lo diranno a loro». È la Fiom a “essersela cercata”, dicono. Una triste parabola: dal “sindacato indipendente” al no alla concertazione, e ora fuori dal contratto e da Mirafiori. «I metalmeccanici, insieme alla Cgil, devono fare una riflessione vera. Abbiamo avuto opinionidiverse su come gestire i contratti dopo l’accordo separato. Si deve ragionare su cosa deve fare un sindacato per poter continuare a difendere i lavoratori. Ma non confondo le due cose: un conto è la riflessione, anche autocritica, sugli elementi di innovazione che la Fiom deve sviluppare. Questo però non può autorizzare la cancellazione della libertà sindacale. Trovo una contraddizione evidente: il segretario generale della Cisl giustamente ci ha sempre ricordato il tema del pluralismo sindacale. Come lo concilia con l’esclusione di chi dissente?»
Roberto Giovannini


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sabato 27 novembre 2010

Il popolo della CGIL in piazza per giovani e lavoro

Piazza San Giovanni stracolma per chiedere diritti e democrazia. Tanti i lavoratori, pensionati, studenti e migranti che arrivati da tutta Italia hanno dato vita a due imponenti cortei.


IL RACCONTO DELLA GIORNATA:


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Da una piazza gremita di manifestanti il Segretario Generale della CGIL parla della difficile situazione dei lavoratori e delle lavoratrici, dei giovani e dei precari, ma anche degli immigrati, non trascurando la complessa crisi di Governo che sta investendo il nostro Paese.



GUARDA L'INTERVENTO COMPLETO:











BELLA CIAO - Modena City Ramblers:


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venerdì 26 novembre 2010

CGIL: il 27 novembre un''imponente manifestazione per il futuro, il lavoro e i giovani

2100 pullman e 13 treni speciali arriveranno a Roma. A concludere la manifestazione la musica dei 'Modena City Ramblers', della 'Casa del Vento' e di Eugenio Bennato » 

E' giunta l'ora di cambiare l'agenda politica di questo paese, se non si è nelle condizioni di farlo meglio andare al voto. Ad affermarlo è il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, che, nel corso della conferenza stampa di presentazione della manifestazione nazionale del 27 novembre, ha voluto sottolineare, nello spiegare le ragioni di questa mobilitazione, come sia necessaria “un'agenda politica differente”, per il futuro del nostro paese. Un futuro che, ha proseguito la dirigente sindacale, “oggi non vediamo nelle scelte politiche del Governo”.


Secondo quanto affermato dal Segretario Generale della CGIL “manca l'idea di una prospettiva fondata sul lavoro” ed è questa una delle principali cause che sta determinando una situazione di crescita della disoccupazione, “in particolare di donne e giovani”. Nel non mettere al centro il lavoro, ha proseguito il numero uno di Corso d'Italia, in realtà, “si sta costruendo un grande debito per il fututo”. Un debito, che peserà sulle future generazioni a partire dal sistema pensionistico, perchè, ha aggiunto Camusso: “se le cose non cambieranno”, si costruirà la certezza “per i ragazzi e le ragazze di questo paese di non avere una pensione dignitosa”. Una situazione per la quale è inutile appellarsi all'idea delle pensioni integrative, quanto piuttosto a quella, ha proseguito la sindacalista, “di un sistema equo”. La mancanza di un cambiamento significherebbe rendere necessaria la costruzione di un "gigantesco programma di assistenza sociale", cioè ha concluso Camusso, "si sta costruendo un debito per quella che sarà la condizione futura dei giovani nel nostro paese”.


Nel fare riferimento al futuro del nostro paese, tema fondante, per la CGIL, della manifestazione del 27 novembre, il leader della Confederazione di Corso d'Italia, ha anche ricordato come il territorio nazionale sia stato trattato, in questi anni, con "grave incuria". Incuria i cui effetti, in questi giorni d'inizio di piogge invernali sono particolarmente evidenti. Dunque, ha domandato Camusso in tono retorico: "non è anche questo un grande debito per il futuro?".


A concludere la conferenza stampa è il Segretario Organizzativo della CGIL, Enrico Panini, che ha sottolineato come quella del 27 sarà l'ottava manifestazione nazionale della CGIL, dal settembre 2008, e che quella che vedremo sabato sarà una “manifestazione imponente”. Un'affermazione che trova le sue ragioni, ha spiegato Panini, nei numeri ad oggi in possesso della CGIL: “da fuori Roma sono prenotati e riempiti oltre 2100 pullman e 13 treni speciali”. I manifestanti intraprenderanno un lungo viaggio, che, per le regioni più lontane, inizierà già nel pomeriggio di venerdì 26 novembre e terminerà sabato 27 novembre in Piazza San Giovanni, dove il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso terrà il comizio finale. “Ci aspettiamo -  ha aggiunto Panini - anche da Roma, ancora una volta, una risposta consistente”.


Due cortei attraverseranno la città di Roma, il primo partirà intorno alle ore 10.00 da Piazzale dei Partigiani, ed il secondo, pochi minuti dopo, da Piazza della Repubblica, per poi confluire entrambi a Piazza San Giovanni. I due cortei saranno accompagnati dalle note di due gruppi musicali: un complesso di percussionisti seguirà il corteo che partirà da Piazzale dei Partigiani, mentre il secondo corteo sarà aperto da un gruppo pugliese di Taranta. “Questo perché - ha spiegato Panini nel concludere - vogliamo, anche attraverso gli strumenti dell'arte dare voce alla nostra protesta e alla nostra iniziativa in campo”.




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lunedì 8 novembre 2010

Governo: Camusso, la certezza di un cambio politico potrebbe essere prospettiva positiva

Intervenendo alla trasmissione televisiva 'Che tempo che fa' il neo Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, tra i tanti temi, affronta il caso FIAT: “Governo apra 'un tavolo' e l'azienda incontri tutte le organizzazioni sindacali”, bisogna discutere davvero “cosa è questo piano industriale, vogliamo sapere cosa c'è dentro e che prospettive ci sono”


» Guarda l'intervista:
 





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mercoledì 3 novembre 2010

CGIL, Susanna Camusso è il nuovo Segretario Generale

Con quasi l'80% di preferenze il Comitato Direttivo Nazionale ha eletto la nuova leader della Confederazione, Susanna Camusso (dichiarazione programmatica): "sarò la Segretaria di tutti" e lavorerò per "valorizzare il modo di essere della CGIL, grande, solidale e collettiva" »




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