Visualizzazione post con etichetta mobilità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta mobilità. Mostra tutti i post

sabato 19 maggio 2012

Futuro (?) a tinte fosche.

Si è tenuto nel pomeriggio di ieri l'annunciato incontro tra la Direzione Aziendale, le OO.S.S. e la R.S.U. presso i locali di Confindustria Latina.
L'incontro era stato previsto in occasione del raggiungimento dell'accordo sulla mobilità siglato lo scorso dicembre con l'intento di fornire un feedback alle Rappresentanze Sindacali sul raggiungimento o meno dei target prefissati. Inoltre con l'occasione si è tentato di fare il punto anche sulla situazione dello stabilimento di Aprilia in termini di andamento produttivo e prospettive future.

Consuntivo Mobilità:
l'Azienda ha fornito i dati a consuntivo della procedura di mobilità, chiusa il 19 aprile 2012 quindi entro i 120 giorni previsti dalla Legge; in totale sono uscite 24 persone (23 previste dall'accordo + 1 dirigente), ci sono state 7 novazioni di mansione; 3 persone sono andate in outsourcing (1 alla CBRE + 2 alla Pulitori & Affini):

  • area HR: 3 uscite
  • area Supply chain: 2 uscite + 2 novazioni
  • area Servizi Tecnici: 3 uscite + 1 novazione
  • area Safety: 1 novazione
  • area finance: 1 uscita
  • area Produzione: 8 uscite
  • area Q.C: 2 uscite
  • area Servizi Generali: 4 uscite + 3 novazioni + 3 outsourcing
  • area Technology: 1 dirigente uscito 
L'Azienda ha affermato che il target è stato in gran parte raggiunto.

Situazione Produttiva
L'Ing. Rubbi ha fornito alcuni dati in merito all'andamento produttivo dell'anno e alle previsioni per i prossimi mesi; il Direttore ha ammesso quello che ormai è sotto gli occhi di tutti da parecchio tempo, ovvero che il calo di produzione è alquanto consistente e che la situazione non è in miglioramento, quindi non si tratta di un momento particolare ma di un calo strutturale; attualmente si sta registrando una flessione dell'11% rispetto al  budget 2012 (circa 7,5 mln di confezioni in meno); già si prevede un -8,5% sul budget 2013 (stima ottimistica); in particolare abbiamo un calo del 25% sulle vendite di Centrum, -15% sull'Anadin, -3% sull'Advil (confezioni finite); per quanto riguarda il semilavorato di Advil Canada in supporto a Guayama siamo ad un calo della richiesta di 450 mln di compresse; anche la produzione di Polase è in calo di 450k confezioni. Secondo Rubbi la causa principale è da imputarsi alla generale crisi finanziaria che ha colpito i mercati dove vengono venduti i nostri prodotti. 
Allo stato attuale non siamo in grado di dire quale sarà lo scenario che ci attende nei prossimi mesi e nel 2013; certo è che le previsioni non sono affatto buone.
La scorsa settimana è stato in visita ad Aprilia il presidente mondiale del settore Consumer di Pfizer il quale, rendendosi conto della situazione generale dello stabilimento con molte linee ferme (!), ha promesso a breve un "piano aggressivo" per far recuperare mercato ad Aprilia (che per ora continua a rimanere nel network Pfizer) ; è evidente che occorra al più presto riportare i volumi a "livelli accettabili", soprattutto attraverso l'arrivo di nuovi prodotti e l'accesso a nuovi mercati (l'acquisizione di Ferrosan potrebbe essere utile in tal senso), anche se dobbiamo essere consapevoli che "niente sarà più come prima".
Un' importante affermazione dell'Ing Rubbi riguarda il fatto che i saving che hanno generato la procedura di mobilità appena conclusa erano stati calcolati in base ad un livello produttivo ben preciso; questo significa che in relazione ai volumi attuali e a quelli previsti nei prossimi mesi, i costi restano ancora troppo alti per essere sostenuti. E quindi, che dobbiamo aspettarci?
Per adesso ci è stato comunicato che con ogni probabilità tutti i contratti a termine presenti in azienda non saranno prorogati.
A questo punto c'è stato un aspro dibattito sulla questione della mancanza di efficienza dello stabilimento
Nei giorni scorsi, a seguito della richiesta aziendale di modificare le pause dei turnisti, la RSU ha consegnato un documento contenente alcune segnalazioni di situazioni che generano inefficienza, in attesa di un incontro col Managent per avere delle risposte plausibili sul come sanare tali situazioni e in quanto tempo. Abbiamo nuovamente sostenuto che non è possibile soltanto ridurre i costi e incidere nel contempo sull'efficienza produttiva dell'organizzazione mettendola costantemente in sofferenza. Le recenti variazioni organizzative secondo noi vanno nella direzione contraria a quello che occorre per migliorare le cose: continuare a cambiare le carte in tavola aumentando i compiti delle persone, raddoppiando i riporti o sopprimendone altri non fa che aumentare la confusione e la sfiducia della gente. Abbiamo ribadito che l'intento della RSU è quello di affrontare la questione in termini costruttivi e di volerlo fare ora che il calo di produzione potrebbe consentirci di farlo; contrariamente a quanto afferma qualcuno, noi crediamo nella "necessità di fare squadra " ma siamo stufi di scontrarci con un muro di gomma e sentirci dare come solita giustificazione ad ogni scelta aziendale "ce lo chiede Pfizer, dobbiamo allinearci col modello Pfizer"! Sembra la solita solfa che ci propina in governo Monti per giustificare le sue scelte impopolari: "ce lo chiede l'Europa"! Visto come si stanno evolvendo entrambe le situazioni, diremmo che c'è poco di che essere fiduciosi in chi svolge il ruolo di timoniere!

Intanto abbiamo in programma un'assemblea generale dei lavoratori per il 29 Maggio prossimo.
.

venerdì 2 dicembre 2011

Siglato l'accordo per gli I.S.F. Pfizer

Lo scorso 25 Novembre è stata raggiunta l'intesa per i colleghi dell'Informazione Scientifica di Pfizer, successivamente ratificata il giorno 28 presso l'Assessorato al lavoro e formazione della Regione Lazio.





.


lunedì 21 novembre 2011

Nuovo incontro per la mobilità

Questo pomeriggio le rappresentanze sindacali hanno incontrato nuovamente la Direzione Aziendale per proseguire le trattative sulla procedura di mobilità aperta il 5 ottobre scorso.
L'azienda ha voluto subito fornire alcune informazioni in merito alle richieste effettuate da noi durante lo scorso incontro in merito a determinate figure professionali che riteniamo troppo legate alla produzione per poter essere dichiarate in esubero. Rubbi e Ramacciani hanno affermato che il numero degli esuberi resta invariato (22) e che le attività di tutte le figure in esubero verranno ripartite: in particolare quelle dell'area Servizi Tecnici saranno ripartite nell'ambito dell'Ingegneria e Manutenzione. Inoltre, per quanto concerne il settore sanitario, l'analisi effettuata conferma l'intenzione di tenere una infermiera in orario centrale (assunta dalla società di outsourcing) e nel contempo puntare al miglioramento della formazione dei componenti della Squadra di Primo Soccorso, aumentandone anche il numero (dagli attuali 20 fino a 30 componenti), confidando anche nel pronto intervento del 118 in caso di grave necessità. Abbiamo rigettato questa impostazione! Non possiamo accettare la logica che per fare saving si vada a tagliare sulla sicurezza dei lavoratori. Allo stesso modo restiamo molto scettici sulla scelta di ripartire tra gli altri lavoratori tutte le attività delle figure in esubero, sia come carichi di lavoro che come capacità espletamento.
Rubbi ha affermato che il target dei 4,8 milioni di saving deve essere raggiunto comunque e che il 70% dei costi è dato dai salari, mentre il restante 30% è dato da altre 15 voci che concorrono ciascuna per circa il 2%. Risulta già faticoso gestire le 22 persone rimaste, per le quali sono previste alcune ipotesi: 4 persone su 10 dei servizi generali dovrebbero essere assunte dalla società che fornirà tali servizi (outsourcing); 3 sono i possibili pensionabili (2 in produzione e 1 presente nella lista degli esuberi dichiarati); 9 ricollocabili (novazione di mansione): 4 in produzione, 2 in magazzino, 2 in portineria e 1 al technology; i 2 in portineria (in ambito security e sotto la diretta responsabilità dell'EH&S Manager) ci consentirebbero di ricorrere alla società esterna soltanto di notte, sabato e domenica. Il costo delle 9 possibili novazioni sarebbe di circa 113 mila euro annui, i quali dovranno essere recuperati da un'altra parte. Resterebbero 6 esuberi per i quali non è prevista alcuna ricollocazione e per i quali è molto difficile trovare altre fonti di risparmio per coprirne i costi (circa 380 mila euro annui).
Il sindacato ha comunque rimarcato la non disponibilità a siglare un accordo che preveda dei licenziamenti a termine di legge e che a queste condizioni non si arriverebbe ad un accordo; inoltre l'impegno concreto dell'azienda deve essere rivolto soprattutto ad un discorso di outplacement, dove si cerchi di garantire ai livelli più alti la ricerca di un posto di lavoro alternativo che sappia garantire i requisiti di cui si è in possesso.
Un'altra richiesta fatta all'azienda è stata quella di iniziare a discutere di "pacchetto economico" di incentivo all'esodo per incoraggiare eventuali volontari. L'azienda ripropone quanto previsto dall'ultimo accordo siglato in una mobilità in Wyeth, quello di luglio 2010 riguardante il Commerciale. Secondo il sindacato non può esserci alcun accordo di riferimento: occorre farne uno ex-novo.
Infine, a richiesta di conoscere il nome della società che dovrebbe fornire l'esternalizzazione dei Servizi generali, l'azienda ha affermato di non poterne ancora rivelare il nome in quanto non si è ancora raggiunto un accordo su tutti i requisiti richiesti; è ferma intenzione aziendale di ottenere il massimo delle garanzie per tutti i lavoratori coinvolti, a partire dal vincolo di assunzione per le categorie protette, volendo ripercorrere l'accordo già siglato nel 2009 sui servizi generali, poi congelato a seguito dell'acquisizione Pfizer.

Nota: visto che scadono i primi 45 giorni previsti per legge in ambito territoriale, è stato siglato un verbale di mancato accordo; gli ultimi 30 giorni di trattativa avverranno in sede di Regione Lazio e l'ultimo giorno utile per addivenire ad un accordo è il 19 dicembre. Prossimi incontri previsti: 6 e 12 dicembre.

Seguiranno aggiornamenti.

.

lunedì 4 luglio 2011

Mobilità per 151 lavoratori del sito Pfizer di Catania

Dal blog dei nostri colleghi di Catania ai quali esprimiamo tutta la nostra solidarietà:


MOBILITA': IL NOSTRO NO AI LICENZIAMENTI

FILCTEM CGIL Catania (www.filctemcgilct.com) - Purtroppo, quanto dicevamo da 2 anni, si è dimostrato drammaticamente vero. Eppure, quando insistevamo sul fatto che i proclami fatti dall’azienda a mezzo stampa, o nelle sedi ufficiali, che strombazzavano cifre astronomiche di investimenti erano quanto meno parziali e che nascondevano volutamente la verità, venivamo tacciati di terrorismo e disfattismo.
Quello che pensavamo e che avremmo preferito non sentire mai, si è concretizzato drammaticamente ieri nel corso di una town hall tenuta dall’ingegnere Galizia a tutto il personale. In quella sede, da un lato si sono continuani a sbandierare investimenti per addurre l’estrema salute dello stabilimento di Catania e dall’altro si è annunciato l’esubero di 152 dipendenti, che non è il 10% del totale dei dipendenti (cifra già drammaticamente elevata) bensì il 20%.
Prima di entrare nel merito, riteniamo utile, fare un breve resoconto della situazione, in quanto, sebbene siano note a tutti quanti, sono necessarie ad inquadrare bene la situazione:
1. In data 22/06/2011, l’azienda decide di chiudere anticipatamente la CIGS aperta il primo di dicembre dello scorso anno.
2. Qualche giorno dopo, procede alla stabilizzazione di una decina di TD.
3. Dopo le pressanti insistenze delle OO SS, sia a livello di categoria che a livello confederale, nei confronti delle istituzioni (ricordiamo l’assemblea all’interno dell’azienda con l’intera deputazione catanese e con le istituzioni, i sit in tenuti sotto i palazzi istituzionali ed il pressing fatto presso i più autorevoli rappresentanti delle Istituzioni locali e nazionali) si è riusciti ad ottenere un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico (MSE) con l’obiettivo di affrontare la vertenza Pfizer.
4. In tale sede istituzionale, sono stati ufficializzati due eventi: la prosecuzione delle trattative per la cessione del Centro di Ricerca (in fase avanzate ma non ancora finalizzate) e l’apertura della procedura di mobilità.
A questo punto è doveroso fare alcune considerazioni.
CIGS: la cassa integrazione straordinaria, doveva servire a ridurre i costi di produzione (consentendo una riqualificazione del personale finalizzata al miglioramento della produttività) ma in realtà l’azienda ha utilizzato in modo parziale, poco trasparente e sicuramente alquanto discutibile. In altri termini, l’Azienda ha perso l’occasione di riqualificare 80 lavoratori evitando che diventassero degli esuberi strutturali. In realtà piuttosto che un’occasione perduta si tratta dell’assenza di volontà di raggiungere questo risultato. Purtroppo però la CIGS è stata utilizzata come tutti sappiamo, in modo poco opportuno e per di più scorretto. Ci si può obiettare che l’esubero è strutturale e che quindi la CIGS non avrebbe potuto risolvere il problema della riduzione dei costi per incrementare la produttività del sito. Ma il reale disegno dell’azienda lo si ritrova sulle dichiarazioni rilasciate dal Direttore dello Stabilimento di Catania, alla Sicilia (vedi articolo di ieri pubblicato anche su questo sito). Citiamo testualmente: “Lo stabilimento catanese gode di ottima salute. Nel 2013 i volumi di produzione saranno raddoppiati. Tanto da far prevedere la tenuta dei livelli occupazionali e non solo”. La chiave sta nelle ultime due parole: non solo. Ergo: dal 2013 si potrà tornare ad assumere. Su questo punto torneremo in seguito.
Stabilizzazioni: continuiamo ad essere coerenti con lo spirito che portò alla ratifica dell’accordo che consentiva ai lavoratori precari di potere rimaner all’interno dello stabilimento oltre i 36 mesi previsti dalla legge in una prospettiva concreta di stabilizzazione. Da questo punto di vista, i riteniamo che le stabilizzazioni siano comunque un successo dell’accordo dei “72 mesi” e ribadiamo la nostra contrarietà di principio al lavoro precario. Tuttavia, le stabilizzazioni in questione, arrivano in una fase molto delicata, in cui, da un lato si stabilizza un gruppo di precari e dall’altro si apre una procedura di mobilità per 150 dipendenti. Il comportamento avuto dall’azienda in questa vicenda noi lo riteniamo assolutamente amorale e spregiudicato.
Mobilità: entrando nel merito della procedura, c’è poco da dire: è una tragedia inaudita e non si può pensare che 152 lavoratori ed altrettante famiglie, possano essere abbandonate al proprio destino, “per il bene del sito” (così come solennemente dichiarano tanti esponenti aziendali per giustificare ciò che è stato messo in atto). “Nel contesto di una crisi generale che investe il sistema chimico-farmaceutico mondiale - il territorio etneo si trova oggi a dover prendere atto che realtà aziendali come Pfizer, fiore all’occhiello della nostra economia, devono fare i conti con una riduzione dell’organico in forza”, dichiara così l’azienda nel già citato articolo apparso ieri sulla Sicilia. Noi riteniamo (così come ha puntualizzato Giovanni Romeo intervenendo all’incontro di Galizia con tutto il personale PGS) che sia possibile prenderne atto ma ad una condizione: il saldo occupazionale zero!!! Questo è il punto di partenza di ogni discussione con l’Azienda, perché questo è il dovere morale di qualsiasi organizzazione sindacale. Su questo è importante sottolineare che se l’obiettivo dell’azienda vuole essere quello di non lasciare neppure un lavoratore in mezzo alla strada, saremo pronti alla discussione, ma se, invece, l’azienda avesse intenzione di fare macelleria sociale, noi non saremo mai complici e contrasteremo con tutti gli strumenti a nostra disposizione tali disegni. Che questo sia chiaro una volta e per tutte.
L’ingegnere Galizia venerdì ha tenuto a sottolineare che la mobilità fatta per il Centro ricerca e quella fatta per lo stabilimento produttivo, sono due cose diverse. Ma in realtà lo saranno solo se, come tutti ci auguriamo, la trattativa di trasferimento ad una terza parte della ricerca, andrà a buon fine: 84 licenziamenti sono un dramma, 152 sono una tragedia.
Inoltre, ancora una volta ed ancora più di prima, ci poniamo interrogativi sulla strategicità del sito di Catania. La così detta politica del carciofo, ossia lo smantellamento graduale del sito, è una paturnia dei sindacati oppure ha consistenza reale? Quali sono le prospettive a medio termine per lo stabilimento? Giuseppe D’Aquila, nel corso di un’intervista al TG3 Sicilia di ieri, ha espresso fortemente la preoccupazione che la strategicità del sito sia stata abbondantemente messa in discussione e che la procedura di mobilità messa in atto dall’azienda sia espressione di tale strategia.
Consentiteci anche di affermare che i proclami fatti ai lavoratori ed a mezzo stampa, dall’azienda, sono inacettabili e mortificanti per tutti i lavoratori: “sono stati destinati al sito catanese importanti investimenti di 40 mln di euro e ulteriori 27 mln sono previsti nei prossimi due anni per rendere lo stabilimento di produzione sempre più competitivo nello scenario internazionale. Grandi numeri che - precisa l’ing. Galizia - sottolineano come lo stabilimento catanese goda di ottima salute.”. A noi non interessa che il sito sia competitivo sulla pelle dei lavoratori; non ci interessa che il sito possa aumentare i profitti degli imprenditori se questo porta alla perdita di posti di lavoro, alla messa su strada di 150 famiglie. Saremo pure antiquati ma la pensiamo in questo modo. Inoltre è doveroso ricordare che – così come espresso pochi mesi fa dallo stesso Galizia – che una parte consistente di tali investimenti avranno un’ulteriore impatto occupazionale: serviranno ad eliminare l’intero processo di liofilizzazione cosa che genererà ulteriori consistenti esuberi.
Infine, consentiteci un’ultima considerazione sulle dichiarazioni apparse sull’articolo di ieri sulla Sicilia (che anche in questo caso citiamo testualmente): “Confindustria Catania – conclude la nota – confida nello sperimentato senso di responsabilità delle organizzazioni sindacali”. Noi riteniamo che bisogna ribaltare il ragionamento e ricordare a Confindustria Catania che l’Associazione imprenditoriale siciliana è firmataria di un accordo quadro(stilato con sindacati e Regione Sicilia), in cui le parti si impegnano, vista la peculiarità del nostro territorio e la crisi produttiva drammaticamente presente in essa, di fare ricorso a tutte le soluzioni che possano essere alternative ad i licenziamenti. Quindi siamo noi, che nello spirito dell’accordo del 30 luglio 2009, confidiamo nel senso di responsabilità di Confindustria, affinché contribuisca alla difesa dell’occupazione.
Intanto da domani partiranno tutte le azioni del caso: da una richiesta di incontro urgente con la Direzione, così come previsto dalle norme di legge e contrattuali, alla doverosa proclamazione dello stato di agitazione di tutto lo stabilimento, a sostegno dei lavoratori e dell’occupazione.
.                                                                ------------------------
Questa mattina la Direzione Aziendale di Aprilia ha convocato la RSU per comunicare ufficialmente  l'apertura della procedura di mobilità per 151 lavoratori del sito di Catania, consegnando copia del comunicato del Country Lead Pfizer Italia, Ugo Cosentino, nel quale vengono "spiegati" i motivi della decisione. Nella fattispecie, le 84 figure dello stabilimento riguardano soprattutto indiretti di produzione e rientrano nel piano di riduzione e ottimizzazione dei costi. Le 67 figure del centro ricerca sono tutto il personale al completo (esclusi 9 tra dirigenti e contrattisti, che non rientrano nella mobilità).
Sembra infine che la probabile data per discutere in Confindustria del futuro del sito di Aprilia sia quella del 18 luglio. Annunciamo a tutti i lavoratori l'intenzione di predisporre una diretta della riunione sulla nostra pagina Twitter, per cui vi invitiamo ad iscrivervi numerosi!




(CLICCA SUL COMUNICATO DI COSENTINO PER INGRANDIRLO):

.


domenica 11 aprile 2010

COMUNICATO AI LAVORATORI

A breve saremo chiamati a confrontarci con la società Wyeth sulla difficile vertenza che vede coinvolti i lavoratori della Sede.

Tale vertenza ci vedrà impegnati nel tentativo di limitare al minimo l'impatto sociale.

Il recente accordo sulla procedura di mobilità dell'Informazione Medico-Scientifica ha delineato i confini di una iniziale base di trattativa per i lavoratori della Sede.

In maniera esemplificativa (e non esaustiva) un eventuale accordo dovrà prevedere:

1. una riduzione del numero degli esuberi;
2. una significativa attribuzione patrimoniale per tutti i lavoratori coinvolti nel processo di mobilità;
3. concrete proposte di opportunità di lavoro da sottoporre alla libera e soggettiva valutazione dei lavoratori;
4. garanzie di legge e di reddito per i lavoratori che volessero cogliere tale opportunità;
5. la concessione ad uso gratuito degli uffici di Sede da parte della società Wyeth.

Vogliamo sottolineare che la Filctem-Cgil cercherà, come sempre, fuori da ogni logica populistica, di rappresentare al meglio gli interessi dei lavoratori.

-
F.TO: I Delegati R.S.U. della Filctem-CGIL
-
-
-
LA STAMPA NE PARLA: LEGGI L'ARTICOLO SU LATINA OGGI
-

mercoledì 10 febbraio 2010

Si è tenuto a Fiumicino l'incontro con le Direzioni Pfizer e Wyeth

Come preannunciato, si è tenuto in data odierna presso l'hotel Hilton Airport di Fiumicino l'incontro richiesto dalle OO.SS.LL. e dalle R.S.U. con le Direzioni Aziendali Pfizer e Wyeth per una valutazione congiunta inerente alla situazione dei dipendenti appartenenti alla Informazione Scientifica e alla Sede di Wyeth Lederle.
Erano presenti le rispettive Direzioni delle Risorse Umane (per Pfizer i Dottori Mandelli, Tocci e Martini, per Wyeth la Dott.ssa Gasperini), i Segretari Provinciali di Categoria delle OO.SS.LL. e le R.S.U. di entrambe le Aziende.
Nell'introdurre la riunione il Dott. Mandelli ha ricordato che l'operazione che si sta tentando di gestire non riguarda una semplice integrazione a seguito di una acquisizione di azienda: infatti ha illustrato come è stato necessario "cambiare l'organizzazione europea di Pfizer" prima di passare al processo di integrazione vero e proprio; questo concerne soprattutto il modo in cui si fa informazione scientifica, dove si punta sempre più verso prodotti specialistici e di nicchia. Ora si predilige un sistema con strutture e competenze diverse rispetto al passato in cui predominava il modello centralizzato in ogni singolo paese. Questo ha permesso, successivamente all'acquisizione di Wyeth, di integrare intere linee di vendita salvaguardando i posti di lavoro. A tal proposito è stato confermato che dal primo Febbraio 2010 sono stati trasferiti in Pfizer 135 informatori della Field Force di Wyeth appartenenti alle Business Unit oggetto di affitto di ramo d'azienda, delle quali abbiamo già discusso in precedenza, e che sono entrate a far parte della nuova struttura europea di Pfizer comprendente 5 B.U. Biopharmaceutical (a tal proposito è utile confermare che il Dr. Simon ha ufficialmente rassegnato le proprie dimissioni e che lascierà l'azienda a metà Aprile di quest'anno).
Per quanto riguarda l'armonizzazione dei trattamenti economici, il Dott. Tocci ha spiegato che Pfizer sta procedendo come d'accordo in tal senso, definendo delle linee guida per la compensazione attuale e futura dei salari e degli inquadramenti delle risorse Wyeth inserite. E' stato garantito che applicando i trattamenti Pfizer nessun lavoratore proveniente da Wyeth andrà ad avere perdite in busta paga mentre la maggior parte avrà da guadagnarci. Invitiamo comunque tutti i lavoratori a fornirci dei feedback nei casi in cui si verifichi il contrario.
Quindi dei 277 I.S.F. ne restano 142 da allocare, che rappresentano circa il 50% della Field Force Wyeth ma soltanto il 30% del suo fatturato. Nella fase attuale (da completare entro il mese corrente) attraverso l'attivazione di diversi job posting si sta cercando di ricollocare 61 persone nella nuova struttura Pfizer provenienti dalle altre linee di vendita Wyeth da dismettere. L'esito delle selezioni ha portato già al passaggio di 51 persone mentre restano altri 10 posti da coprire se si trovano persone disposte a trasferirsi da zone limitrofe.
In sostanza resterebbero 81 lavoratori non allocati per i quali Pfizer non sembra intenzionata al reinserimento perchè provenienti da una cessazione di attività (le rimanenti linee Wyeth da dismettere). Si preannuncia per questi lavoratori l'apertura di una procedura di mobilità a partire dal primo Marzo.
Il discorso relativo al personale di Sede Wyeth è risultato più complesso. Attualmente sono già passati in Pfizer circa 20 persone su 180 circa (compresi alcuni dirigenti che hanno visto confermato il ruolo che svolgevano in Wyeth nelle relative B.U. oggetto di integrazione). Si stanno effettuando delle valutazioni che richiederanno ancora qualche mese; nel frattempo tutto il personale impiegatizio sarà utilizzato, attraverso appositi accordi tra le 2 aziende per la prestazione di servizi di vario tipo (amministrativo, commerciale, regolatorio, ecc.). Si conta di terminare l'operazione entro il mese di maggio 2010 o inizio estate, quando si preannuncia l'apertura di un'altra procedura di mobilità per il personale non ricollocabile nella sede di Roma.
Le OO.SS.LL. e le R.S.U., preso atto dell'informativa delle Direzioni Pfizer e Wyeth, hanno manifestato le proprie perplessità in merito ai numeri forniti e all'intenzione di Pfizer di far aprire a Wyeth (essendo ancora due legal entity separate) nell'arco di pochi mesi 2 procedure separate (una per gli informatori e una per la sede), le quali appaiono già di difficile gestione.
Infine, alla specifica domanda sul futuro dello stabilimento produttivo di Aprilia e quale impatto avrà su di esso in termini di costi e competitività la scelta di Pfizer di mantenere la sede amministrativa a Roma lasciando vuota quella di Aprilia, il Dott. Mandelli ha confermato che prima della fine del 2011 non è possibile sapere con certezza cosa accadrà nell'area Manufacturing di Pfizer in quanto i cambiamenti in questo settore sono molto più complessi e richiedono più tempo. Per il momento sappiamo quindi che abbiamo sicuramente qualche anno di autonomia produttiva (anche se dobbiamo ancora fare i conti con una procedura di mobilità che si sta per concludere e sulla quale non conosciamo ancora gli esiti, soprattutto in termini di riorganizzazione) ma per molti dei nostri colleghi il 2010 sarà un anno decisamente difficile!

mercoledì 9 settembre 2009

Pfizer avvia una procedura di mobilità per circa 90 dipendenti della sede di Roma

La filiale italiana del gruppo farmaceutico americano Pfizer informa di avere avviato una procedura di mobilità per 93 dipendenti su un totale di 289 della sede di Roma.
L'azienda stessa annuncia l'intenzione di aprire un tavolo di confronto e discussione coi sindacati per ricercare "attraverso un dialogo costruttivo tra le Parti, le soluzioni più adeguate per ridurre l'impatto e le conseguenze di questi cambiamenti sui dipendenti coinvolti".
La decisione, sottolinea l'azienda, rientra nel piano di riorganizzazione di Pfizer a livello mondiale che ha portato alla creazione di una nuova struttura basata sul modello delle Business Unit. In conseguenza di ciò alcuni ruoli e funzioni sono stati centralizzati a livello europeo.
In particolare verrà dismessa completamente la Ricerca Clinica, nel cui ambito sono impiegate 39 posizioni che verranno cancellate entro i prossimi 3 anni; Pfizer afferma che comunque gli studi clinici saranno portati normalmente a termine attraverso terze parti.
Inoltre verrà dismesso completamente l'I.T. locale (centralizzato a livello internazionale) dove operano 17 persone.
Verrà dismessa anche l'area Sales & Marketing dove operano 22 persone.
Rientrano nel processo anche alcune posizioni di entità minore in dipartimenti come Finance (3) , H.R. (5), B.U. Medical (6) e Public Affairs & Policy (1).
In totale il processo di "ristrutturazione" riguarda 26 impiegati su 69 e 67 quadri su 220 (ricordiamo che la sede di Roma è esclusivamente amministrativa).
Occorrerà comprendere altresì l'impatto che tale decisione potrà avere anche per quel che riguarda il nostro sito di Aprilia.