venerdì 24 settembre 2010
Riunione D.A. - R.S.U. del 23 Settembre 2010
giovedì 23 settembre 2010
Consegna Certificazione Compensi non detassati 2008
Tale certificazione sarà in distribuzione nelle giornate del 23 e del 24 Settembre durante il primo intervallo della mattina (9:00/9:10) e durante il 1° intervallo del pomeriggio (16:05/16:15 il giovedì e 15:50/16:00 il venerdì) nelle rispettive aree breaks (Sala Ristorazione e Nuova Sala Break PPU2). Per i lavoratori che stanno effettuando il turno notturno la consegna avverrà tramite il responsabile presente in turno.
Coloro che non saranno presenti nelle suddette giornate, potranno ritirare la certificazione presso l’Ufficio Risorse Umane di Stabilimento. Per coloro che risultano in malattia o per i quali si prevede assenza a lungo termine, l'azienda sta provvedendo alla spedizione del documento a casa.
sabato 18 settembre 2010
Crisi: CGIL, il direttivo lancia una grande stagione di mobilitazione
Crisi: Epifani, paese a rischio pericoloso degradoIn questo quadro la CGIL lancia le iniziative per l’autunno, a fine novembre prevista una grande giornata di mobilitazione a Roma
“Siamo di fronte ad un rischio di pericoloso degrado paese - ha spiegato Epifani alla platea del Direttivo - che emerge da molti segnali allarmanti. E’ un quadro, rispetto al quale, un sindacato come la CGIL non può rinunciare, per le responsabilità e il ruolo che le compete, a reagire e ad esprimere un’idea alternativa per il paese”. Secondo il numero uno di Corso d'Italia diversi sono i segnali negativi, tra questi “c’è il livello e la modalità di scontro nella maggioranza e nel governo: non è una novità assoluta ma oggi ha toccato punte gravi con il pericoloso coinvolgimento degli stessi assetti istituzionali”. Altro esempio è la 'compravendita' di parlamentari, ovvero il gruppo dei 20 pronti a sostenere il governo per 'responsabilità nazionale': “Anche questo – ha detto Epifani - non è un fatto nuovo ma ora assume caratteristiche gravi; basti considerare la mancata nomina del ministro allo Sviluppo economico, vacante ormai da mesi, perché quella casella è diventata moneta di scambio nella trattativa di maggioranza”. Fatti che per il leader sindacale segnano “una delle pagine più buie della vita paese”.
Ma ancora: “Non ci sono parole, poi, per descrivere quanto avvenuto ai danni del peschereccio italiano colpito dalla motononave donata dal governo italiano e altrettanto incredibile è la giustificazione della vicenda espressa dal ministro degli Interni, che ha pensato di chiudere così la questione”. Così come colpisce la vicenda della scuola 'leghista' di Adro: “Non si può tacere sullo svilimento sostanziale della scuola pubblica, - ha accusato Epifani - non solo con il dramma dei precari e con il taglio delle risorse, ma con una imposizione di simboli di parte che non ha eguali in nessun paese democratico, con uno svilimento della funzione e persino della ‘sacralità repubblicana’ della scuola pubblica”. Infine, riferendosi all'affidamento degli incarichi per gli ambasciatori Ue all’Italia, alla quale sono andate le sedi di Albania e Uganda. “Non a caso è alla Germania, il primo paese manifatturiero dì Europa che fa una robusta politica industriale, che è andata la sede cinese”.
Un quadro duro, da dove emerge un paese su di una pericolosa china e che ha bisogno di un forte impegno della CGIL, alla quale “spetta di rafforzare profilo di iniziative con tratti sempre più fortemente confederali” mentre anche il quadro economico e sociale conferma “gli aspetti di difficoltà malgrado la probabile lieve salita del Pil, cosa del resto naturale dopo il crollo degli ultimi anni. L’Italia comunque sarà il paese che cresce meno in Europa con centinaia di migliaia di lavoratori in cassa integrazione e precari licenziati”. Secondo il numero uno della CGIL saranno necessari “sette anni per tornare alle condizioni pre-crisi” mentre la minore crescita del paese “non dipende dalla relazioni industriali, ma dall’assenza di una politica industriale, dall’inesistenza di investimenti e progetti su infrastrutture, servizi, formazione, ambiente e welfare”. Tutti temi che, per Epifani, “riguardano la crescita e lo sviluppo oltre che la condizione dei cittadini”.
Si rende per questi motivi necessaria “una svolta”, ed è per questo che, a proposito del rischio di caduta del governo su cui tutti si sono cimentati in questi giorni, “siamo stati i soli - ha affermato - a dire che il problema non è voto sì, voto no ma l’inadeguatezza delle politiche del governo a cui si accompagnano gli attacchi ai diritti lavoratori dei settori pubblici e privati”. Attacchi infatti vengono inferti nel pubblico dove “di fatto si va verso il blocco della contrattazione nazionale e di secondo livello, e verso il tentativo di cancellazione della rappresentanza sindacale nei luoghi di lavoro”. Il rischio è “che dove scompare il sindacato torni la peggiore politica e le logiche di clientela”. Quanto ai settori privati, ha precisato, “prosegue l’attacco di Fiat e Federmeccanica sulla derogabilità del contratto nazionale. E’ un vera e propria messa in discussione dell’idea di scambio negoziale che si traduce in un attacco alla FIOM e alla CGIL, un’operazione avallata da Confindustria”. Non è però un caso isolato: “Si vanno moltiplicando intanto gli attacchi ai diritti, a cominciare dal diritto di sciopero, da Pomigliano alla Sevel, dalla Ferrari all’Università di Bologna”. Attacchi che non hanno alcuna giustificazione perché “è pretestuoso e falso dire che la CGIL non firma contratti: sono stati sottoscritti decine di accordi anche dalla FIOM e sono stati in generale buoni contratti”.Ma adesso la questione da porre è come riconquistare il potere contrattuale. “Tutta la CGIL - ha detto - sosterrà la giornata di mobilitazione della FIOM (16 ottobre, ndr.) ma tutti insieme dobbiamo costruire una via di uscita da questa situazione. Di fronte ad un attacco di queste proporzioni è necessario stare in campo con più modalità: non sarà solo il conflitto a consentire la riconquista dei tavoli di confronto. Al conflitto bisogna unire una capacità di proposta : la difesa del contratto nazionale è essenziale ma passa per l’innovazione del contratto nazionale stesso”.In questo quadro la CGIL lancia le iniziative per l’autunno. “Nei prossimi giorni - ha annunciato Epifani - presenteremo proposte sugli ammortizzatori sociali, sul tema della democrazia e della rappresentanza sindacale, sul Mezzogiorno e sul sistema previdenziale”. Nello specifico ci saranno due richieste prioritarie: il superamento del tetto di 10.000 unità per il pensionamento dei lavoratori in mobilità posto dalla maovra correttiva e l’estensione della cassa integrazoine in deroga per il 2011 e il 2012. Inoltre, ha fatto sapere il segretario generale, “il 29 settembre aderiremo alla giornata di mobilitazione promossa dal sindacato europeo”. La CGIL, infatti, non è isolata rispetto al sindacato europeo, tutt’altro: “Ovunque sono stati fatti o si preparano scioperi contro le politiche dei governi”. E ancora la CGIL sosterrà con una forte iniziativa in programma il 24 settembre i settori della pubblica amministrazione e della scuola affinchè sia possibile eleggere a novembre le Rsu.Infine, per la fine di novembre, “proporremo una grande giornata di mobilitazione a Roma”. Quanto al rapporto con CISL e UIL e in merito alla manifestazione da queste due promossa sul tema del fisco, Epifani ha detto: “CISL e UIL hanno deciso di andare ad una manifestazione senza la CGIL su un tema, il fisco, rispetto al quale i punti di vista sono sostanzialmente comuni: decisione poco comprensibile, mentre sarebbe necessario chiedere insieme al governo un tavolo di confronto mentre la situazione si fa più pesante per pensionati e lavoratori dipendenti (sui quali è persino cresciuto il peso del prelievo in questo anno difficile) e avanzano ipotesi - ha concluso Epifani - inaccettabili come la possibilità che le regioni aumentino il prelievo addizionale Irpef a fronte di un taglio dell’Irap”.
Campagna raccolta firme contro la riforma dei consultori
I numerosi tentativi di aggressione nei confronti di ciò che in questi anni le donne hanno saputo costruire e realizzare per tutti si concretizzano attualmente nell’irricevibile proposta di legge Tarzia, già respinta 7 anni fa dalle operatrici del settore, dalle assemblee delle donne e dalla società civile tutta.
DENUNCIAMO
· L’attacco all'unico servizio socio-sanitario che realizza un modello operativo di genere, il Consultorio Familiare, attraverso la proposta di legge Tarzia che ne decreterebbe di fatto la chiusura, come esperienza di autogestione, prevenzione ed informazione dalla parte delle donne.
· L’attacco violento alla libertà di scelta delle donne per l'alternativa farmacologica all'aborto, attraverso il blocco della somministrazione della RU 486 nel Lazio, giustificato dalla querelle sull'ospedalizzazione e dall'odio insensato per la legge 194.
· L’attacco duro e spietato alle scelte di vita delle donne, un attacco culturale e materiale, che passa per le dichiarazioni antiabortiste dei politici e si estremizza negli innumerevoli casi di omicidio e di violenza maschile sulle donne.
Ancora una volta si tenta di distruggere il Consultorio familiare e di smantellare le strutture del welfare pubblico e delle garanzie sociali. Questa proposta rappresenta l’ennesimo e inaccettabile attacco alla sanità pubblica, poiché mira alla privatizzazione di fatto dei consultori ed inoltre si contrappone alla legge 194.
Non rispettando le leggi nazionali (L.405/75 - L. 194/78) e volendo stravolgere la L. Reg. Lazio 15/76, valutata eccellente dalle agenzie internazionali, si colpiscono tutte le donne, in particolare quelle socialmente più fragili.
La proposta di legge Tarzia nulla ha a che fare con i bisogni di donne, uomini, bambine e bambini, ma vuole intenzionalmente distruggere il patrimonio di conoscenza e di pratiche che i Consultori hanno prodotto in questi trenta e più anni di attività.
Chiediamo, piuttosto, una completa attuazione della L. R. 15/76 e l'apertura di tutti i Consultori previsti nel territorio regionale - almeno 1 ogni 20.000 abitanti –, la riqualificazione del servizio attraverso nuovi e maggiori finanziamenti pubblici e la garanzia della presenza di medici non obiettori.
Rivolgiamo questo appello quindi a tutte e tutti, consapevoli che non è più possibile né restare indifferenti, né arretrare ancora: bisogna fermare la proposta di legge Tarzia e pretendere ciò che ci spetta!
“Giù le mani dai Consultori. Riprendiamoci i nostri diritti!”
F.TO: Assemblea permanente delle donne contro la proposta di legge Tarzia
Il CD della Cgil di Roma e Lazio ritiene che i continui e pretestuosi rinvii circa la somministrazione della RU486 nelle strutture pubbliche e la proposta di legge regionale n 21 del 26 maggio 2010 mettano a rischio nella nostra regione la libertà di scelta e l’autodeterminazione della donna, in palese violazione della legge 194.
Le linee guida sull’utilizzo della RU486, emanate dalla giunta regionale con mesi di ritardo rispetto alle altre regioni e soltanto dopo che l’ospedale Grassi ne aveva iniziato la somministrazione, in applicazione della legge nazionale, oltre a prevedere un inutile e costoso ( per la già disastrata sanità regionale!!) obbligo di ricovero, contiene ulteriori rinvii, che ne hanno di fatto completamente bloccato la possibilità di utilizzo nella nostra regione.
Infatti si prevede che un successivo provvedimento dell’ASP / Agenzia di Sanità pubblica) individuerà ed autorizzerà gli ospedali che possono somministrare la Ru486 ed il numero di posti letto dedicati. Riteniamo che ogni struttura sanitaria già accreditata per l’interruzione volontaria di gravidanza possa e debba offrire anche questa possibilità, meno traumatica per la salute della donna ed anche meno complicata dal punto di vista tecnico, in base alle indicazioni dei medici ed alla scelta della paziente, e l’individuazione di “posti letto dedicati” – modalità del tutto inusuale e non praticata per nessun altro tipo di intervento – non può costituire un escamotage per ulteriori ritardi e difficoltà organizzative.
Il CD ritiene altresì che la PL n 21, nota anche come Proposta Tarzia, snatura il ruolo e la funzione dei consultori familiari , non più luoghi per tutelare la salute delle donne, sostenere la procreazione responsabile e consapevole, svolgere attività di prevenzione sul territorio, ma istituzioni ideologizzate “volte a promuovere la famiglia ( viene anche specificato famiglia fondata sul matrimonio) ed i valori etici.”
Viene messa in discussione la legge 194, richiamando esplicitamente tra le finalità dei consultori la “tutela della vita del figlio concepito”, prevede la presenza di non meglio identificate “associazioni familiari e organizzazioni che promuovono la stabilità familiari”, si rilanciano i consultori privati, equiparati anche in termini di accesso ai fondi pubblici, svilisce la professionalità degli operatori, consentendo l’accesso a volontari e l’istituzione di “comitati bioetici”.
Neppure un riferimento ai compiti di informazione e prevenzione rispetto alla salute della donna ed alla contraccezione, i “nuovi” consultori diverrebbero in realtà presidi per condizionare la libertà di scelta delle donne, esclusivamente in senso anti abortista, anche utilizzando strumentalmente l’accesso ad eventuali aiuti economici.
Il CD ritiene che ben altre debbano essere le politiche rivolte a sostenere la maternità consapevole, favorendo l’occupazione delle donne e la conciliazione tra vita e lavoro, tutelando le situazioni di disagio sociale e marginalità, senza demagogie né condizionamenti ideologici.
Ricordiamo inoltre che il ricorso alle interruzioni volontarie di gravidanza è drasticamente diminuito negli anni, proprio grazie alla l. 194 ed all’azione di prevenzione e informazione svolta anche dai consultori familiari, ed è in tal senso che bisogna continuare ad operare, potenziando la rete dei consultori sul territorio ed i fondi a loro disposizione.
Il CD esige che nel Lazio siano rispettati i diritti e le libertà delle donne, garantendo la piena applicazione della l. 194, anche attraverso la modalità farmacologica, e salvaguardando e potenziando la rete ed il ruolo dei consultori familiari, quali previsti dalle l. 15/76 , e promuoverà a tal fine le necessarie forme di mobilitazione, insieme alle donne ed agli uomini delle associazioni, dei partiti e della società civile.
indirizzo mail
info@casainternazionaledelledonne.org
link
http://www.petizionionline.it/petizione/salviamo-i-consultori-della-regione-lazio-dalla-proposta-di-riforma-tarzia/1977
venerdì 17 settembre 2010
Nuovi aggiornamenti dallo Stabilimento
- Possibili situazioni analoghe a quella del Centrum: la RSU ha chiesto nei giorni scorsi alla DA di confermare oppure smentire le voci che stavano circolando con insistenza in merito all'esistenza di situazioni analoghe a quella del Centrum, con la conseguente necessità di ricoprire quanto prima l'assenza dal mercato di tali prodotti. La DA ha confermato che, a seguito della vicenda che ha visto coinvolto il Centrum, è stata avviata da Pfizer una indagine a livello mondiale per individuare possibili ricadute su altri prodotti food; tale indagine ha finora sortito l'individuazione di altri 2 prodotti minori nei quali si è reputato opportuno sostituire un eccipiente (è già stato deciso il fornitore alternativo); nel frattempo si applica lo stesso metodo utilizzato per il Centrum al fine di rifornire quanto prima i mercati, mentre l'indagine prosegue, sperando di non avere ulteriori sorprese!
- Assunzione temporanei: in relazione al programma di recupero del Centrum si è ravvisata la necessità di assumere altri 3 lavoratori teporanei in area Servizi tecnici (elettricisti e meccanici) fino a Dicembre.
- Detassazione agevolata al 10%: come ricorderete (è stato riportato sia su questo blog che nella recente assemblea generale) l'azienda ha sostenuto fino ad oggi di aver già applicato correttamente l'aliquota agevolata per il 2° semestre 2008 per tutti i casi rientranti nelle indicazioni della Legge Finanziaria e di essere in fase di verifica con Zucchetti per gli anni 2009 e 2010. La novità è che, a seguito del "raccordo" con le altre aziende presenti in Confindustria e dei contatti con l'Agenzia delle Entrate, si è giunti alla conclusione che occorre rivedere tutto in quanto manca l'applicazione sulle ore "ordinarie" del notturno (come avevamo previsto noi). A questo punto si attendono sia delle linee guida da parte dell'Agenzia delle Entrate con dei moduli standard allegati ad una probabile nuova circolare e sia delle inevitabili proroghe per la richiesta di recupero (ad oggi il termine è il 30 settembre). Non appena verrà dissipata la nebbia saremo messi tutti a conoscenza su quello che occorre fare.
A margine della riunione è stata ricordata dalla RSU la questione legata alla retribuzione del turno di lavoro in straordinario dove, a partire dall'applicazione dell'accordo separato sull'orario di lavoro (gennaio 2010) i lavoratori si vedono continuamente retribuite 7,5 ore anziche 8. Il responsabile delle Risorse Umane continua a sostenere che, essendo un turno in straordinario, vengono corrisposte soltanto le ore indicate dalle timbrature e non l'intera giornata come nei turni ordinari. La RSU rifiuta categoricamente tale interpretazione e fino a quando l'azienda non rivedrà le proprie posizioni a riguardo chiede ai lavoratori di non fornire la propria disponibilità ad effettuare lavoro straordinario in turno oppure a decidere individualmente (indicandolo preventivamente ai propri supervisori) la quantità di ore che vorrà prestare.
Appare alquanto sconcertante la miopia di questa dirigenza in un momento in cui si chiede ai lavoratori di fornire la massima disponibilità e allo stesso tempo si provvede sistematicamente a recuperare soldi sulla loro pelle anziche elargire qualcosa per aumentarne l'adesione all'impegno richiesto.
Ricordiamo che lunedì pomeriggio è fissato un incontro per ufficializzare la piattaforma illustrata in assemblea e soprattutto per discutere di incentivi: quel che è certo è che non stiamo partendo col piede giusto!
Seguiranno ulteriori aggiornamenti
sabato 11 settembre 2010
L'assemblea dei lavoratori ha condiviso la linea della R.S.U.
I LAVORATORI E LA R.S.U. SONO CONCORDI CHE L’ARGOMENTO PRIORITARIO DA AFFRONTARE E’ QUELLO LEGATO ALL’EMERGENZA CENTRUM, DOVE SI DOVRANNO CONDIVIDERE ENTRO LA PROSSIMA SETTIMANA SIA L’ORARIO DA APPLICARE PER I PROSSIMI 3 MESI, SIA L’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO CHE GLI INCENTIVI PER LA DISPONIBILITA’ CHE VERRA’ CONCESSA DAI LAVORATORI. LO SCOPO RESTA QUELLO DI EVITARE IL RIPETERSI DELLA SITUAZIONE VENUTASI A CREARE LO SCORSO ANNO IN OCCASIONE DELL'EMERGENZA POLASE.
I LAVORATORI E LA R.S.U. SONO CONCORDI NELL’IMPOSTAZIONE RIGUARDANTE LA PIATTAFORMA INTEGRATIVA AZIENDALE, SIA NEI PUNTI IN ESSA CONTENUTI E SIA NELLE PRIORITA’ STABILITE CON LE RELATIVE SCADENZE. I PRINCIPALI PUNTI CONTENUTI NELLA PIATTAFORMA CHE VERRA' PRESENTATA AL TAVOLO DI CONFRONTO SONO: 1- ORARIO DI LAVORO TURNISTI, 2- PREMIO DI PARTECIPAZIONE, 3- VERIFICA INQUADRAMENTI, 4- CONTRATTI A TEMPO DETERMINATO, 5- FORMAZIONE, 6- INDENNITA' DI REPERIBILITA' E GETTONE PRESENZA. LA VALIDITA' DELL'EVENTUALE ACCORDO SARA' TRIENNALE COME PREVISTO DAL VIGENTE C.C.N.L.
SI STABILISCE INFINE CHE IN CASO DI MANCATO RAGGIUNGIMENTO DEGLI OBIETTIVI LA R.S.U. PREVEDE DI INTRAPRENDERE LE DOVUTE AZIONI DIMOSTRATIVE ALLE QUALI I LAVORATORI SI IMPEGNANO A FORNIRE ADEGUATA PARTECIPAZIONE.
SI E' RIBADITO ALL’ASSEMBLEA CHE, STANDO AL VIGENTE REGIME DI ORARIO, IL TURNO NOTTURNO RESTA FACOLTATIVO E AD ESSO NON E’ APPLICABILE IL RIPOSO COMPENSATIVO. VIENE STIGMATIZZATO L'ENNESIMO TENTATIVO DA PARTE DI ALCUNI RESPONSABILI DEI REPARTI DI PREDISPORRE PER I PROSSIMI MESI CALENDARI COI TURNI CHE PREVEDONO GIA' IL RICORSO A STRAORDINARIO DI SABATO E DOMENICA O RIPOSI DI TIPO "ANOMALO". E' STATO RICORDATO AI LAVORATORI CHE, IN ASSENZA DI UN ACCORDO TRA LE PARTI, LA DISPONIBILITA' RESTERA' LEGATA ALLE SCELTE INDIVIDUALI SENZA ALCUN OBBLIGO.