martedì 27 settembre 2011

Prosegue con difficoltà il confronto sugli inquadramenti

Si è tenuto stamattina un nuovo incontro (il 3° nel giro di circa 2 settimane) sulla questione degli inquadramenti.
Allo stato attuale la Direzione Aziendale ha intenzione di concedere circa 60 adeguamenti (dei quali una decina risulterebbero inferiori rispetto alle richieste della RSU) e in totale mancherebbe ancora la condivisione di circa 30 figure, per gran parte delle quali è stato chiesto alla RSU di fornire eventuali "razionali" a supporto delle richieste avanzate (i lavoratori in questione saranno contattati dai delegati per la stesura di tali documenti). In sostanza si tratta di far si che i lavoratori stessi debbano compilarsi la propria job description per poter "confutare" quanto sostenuto dai propri supervisori, il che ci appare alquanto paradossale...
Abbiamo ricordato al Direttore HR che il problema non si sarebbe posto se, come richiesto dalla RSU da tempo ormai immemorabile, l'azienda avesse cominciato a redarre e condividere coi lavoratori le rispettive job descriptions. In tal modo si sta continuando a procedere in maniera "soggettiva" anzichè , come sarebbe stato opportuno, in maniera "oggettiva" cioè andando a verificare il mansionario presente in azienda e successivamente: 1) trovare il corrispondente profilo sui 187 previsti dal CCNL, 2) creare nuove figure definite a livello aziendale nel caso non si trovi il profilo corrispondente (operazione già effettuata con l'accordo del lontano 1997 e, di recente, in modo unilaterale dall'azienda con l'introduzione della figura dell'operator care, 3) far corrispondere la mansione ricoperta dal lavoratore con il profilo individuato.
Purtroppo la D.A. dimostra di voler continuare a proseguire con l'applicazione di un metodo viziato e inadeguato che lascia troppo spazio alla discrezionalità dei supervisori di reparto, ribadendo nella riunione di oggi che:

  • a) non ha intenzione di consegnare le job descriptions (ma chiede che siano i lavoratori a farsele da soli per poi evidentemente contestarle)
  • b) non ha intenzione di ripercorrere o modificare l'accordo del 1997 (quando è stata la stessa D.A  a proporlo all'apertura del tavolo) ma lo ritiene tuttora valido per giustificare talune scelte.
  • c) non è più disponibile a inserire in un ipotetico accordo la dicitura "rivedibile tra 12 mesi" per alcune persone (quando è stata la stessa D.A.  a creare tale dicitura) nel momento in cui la RSU ha chiesto un impegno esplicito verso tali persone, vista l'importanza che le Parti riconoscono a livello contrattuale  sia alla formazione che alle opportunità di sviluppo professionale dei lavoratori.
Inoltre non sono ancora chiari i tempi e le modalità di assegnazione degli eventuali adeguamenti.
Come RSU della FILCTEM CGIL rimaniamo sicuramente al tavolo di confronto finchè ci saranno le condizioni ma ad oggi la distanza è ancora molta. Si sta perdendo tempo inutilmente (forse volutamente?) con la sensazione che tra non molto l'argomento verrà ancora una volta accantonato per far posto ad un altro più importante (ovviamente speriamo di avere una sensazione sbagliata!). Comunque  nell'ultima riunione di RSU si è concordato all'unanimità che in caso di raggiungimento di  un'ipotesi di accordo, prima della firma definitiva si farà un'assemblea generale dei lavoratori per ottenere l'approvazione, evitando gli errori commessi in passato.
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Una nota a parte merita l'argomento relativo al bando di concorso interno per operator care, di cui si è discusso in apertura dell'incontro di oggi.
L'azienda ha comunicato di aver scelto 13 persone per ricoprire la figura di operator care (12 provenienti dalla produzione che seguiranno un percorso formativo di circa 1 anno in 2 gruppi da 6 persone e in 2 periodi diversi + 1 persona proveniente dalla manutenzione che si considera già formato e quindi operativo).
Abbiamo duramente contestato ancora una volta il metodo utilizzato nella selezione: contrariamente a quanto annunciato, diverse persone che avevano inoltrato domanda per le selezioni non sono state nemmeno contattate per il colloquio; a giochi fatti sono state convocate dal proprio responsabile di reparto per sentirsi dire che la selezione per operator care era conclusa e i candidati erano stati scelti. Per gli esclusi è stato previsto un "contentino" consistente in un adeguamento di inquadramento oppure in una vaga promessa di opportunità di crescita professionale.
A questo punto ci siamo chiesti per quale motivo il nostro management continui a far finta di non capire le ragioni di così tanta insoddisfazione, demotivazione o sfiducia. Non perde occasione per creare malumore e dare dimostrazione di arroganza e mancanza di rispetto verso i lavoratori!
Ma soprattutto abbiamo chiesto (ovviamente senza ottenere risposta) al Direttore HR quale sia l'utilità di tenere aperto un tavolo sugli inquadramenti quando i supervisori, in totale e continua prevaricazione dei ruoli, seguitano a fare affermazioni in cui si fa capire che le decisioni in merito sono già state prese?
Sono tutte situazioni che non ci fanno ben sperare in un positivo cambiamento...

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venerdì 23 settembre 2011

Fissato per martedì 4 Ottobre un incontro tra la Direzione Aziendale e le Organizzazioni Sindacali

Nella giornata di ieri la Direzione Aziendale ha comunicato alla RSU  di aver fissato un incontro con le Organizzazioni Sindacali per martedì 4 Ottobre in Confindustria Latina, a partire dalle ore 10:00, relativo alla verifica della situazione aziendale.
Ricordiamo che questo incontro era stato concordato tra le parti già in quello precedentemente effettuato il 18 Luglio u.s. con l'impegno dell' Ing. Rubbi a fornire ulteriori informazioni sulle prospettive future del sito di Aprilia.

Segnaliamo sin da ora ai lavoratori l'intenzione della Filctem CGIL di effettuare la diretta dell'incontro sulla nostra pagina Twitter https://twitter.com/#!/filctemcgil alla quale invitiamo ad iscriversi.

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venerdì 2 settembre 2011

6 SETTEMBRE: SCIOPERO GENERALE

Martedì 6 settembre SCIOPERO GENERALE di 8 ore.




Manifestazione a Roma a prtire dalle ore 9:00 a Piazza dei Cinquecento.


partenze Pullmans :
da Latina ore 7:00 Piazzale Prampolini (STADIO)
Aprilia 7:30 Parcheggio Conforama
Per adesioni e prenotazioni contattate i delegati in azienda:
Dal Col Ivan
Fiorin Andrea

Bovolenta Claudio


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mercoledì 24 agosto 2011

CGIL: 6 settembre Sciopero Generale 'un'altra manovra è possibile'


Cento manifestazioni territoriali accompagneranno le 8 ore di astensione dal lavoro. Il Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso, ha presentato oggi nel corso del presidio davanti al Senato la 'contromanovra' elaborata dalla Confederazione, proposte alternative per contrastare la crisi che tengono conto dell'equità e della crescita



» La contromanovra della CGIL, le proposte alternative per contrastare la crisi - Schede
» VIDEO: Intervista Susanna Camusso su CGILtv

» AUDIO: Conferenza stampa Susanna Camusso
24/08/2011 Condividi su:  condividi su Facebook condividi su Twitter
Uno Sciopero Generale, quello proclamato dalla CGIL per mercoledì 6 settembre, che si rende necessario per cambiare il forte segno di iniquità della manovra del 13 agosto, che da ieri è all'esame della Commissione bilancio del Senato. La decisione della Confederazione di lanciare lo Sciopero Generale, come spiegato da Susanna Camusso, Segretario Generale della CGIL, oggi in presidio davanti a Palazzo Madama, insieme ad una numerosa delegazione del sindacato di Corso d'Italia, si è resa necessaria di fronte una manovra “bugiarda”, che non “permetterà al Paese di raggiungere gli obiettivi dichiarati per i pareggi di bilancio, perchè profondamente depressiva”. “Sappiamo benissimo - prosegue Camusso - che stiamo chiedendo un sacrificio straordinario ai lavoratori, ma un sacrificio straordinario va chiesto di fronte ad una situazione straordinaria, e lo chiediamo oggi per non avere una condizione sbagliata domani”.
Cento manifestazioni territoriali accompagneranno lo Sciopero Generale del 6 settembre che sarà di 8 ore per ogni turno di lavoro. Una grande mobilitazione per chiedere l'immediato ritiro di una manovra che “non favorisce la crescita e fa pagare solo ai contribuenti onesti” e per sostenere delle proposte alternative di contrasto alla crisi, come quelle presentate oggi dalla CGIL nel corso della conferenza stampa davanti al Senato, perchè “un'altra manovra è possibile”.
La 'contromanovra' elaborata dalla Confederazione, come spiega Camusso ai microfoni della CGILtv  “vuole tener conto dell'equità e della giustizia fiscale e indica dove trovare le risorse utili, costruendo contemporaneamente risposte per la crescita a partire dall'occupazione giovanile”. La CGIL accusa il Governo di aver varato una manovra che aumenta le tasse, soprattutto sui redditi da lavoro dipendenti e da pensione, sui redditi medio bassi e sui contribuenti onesti, per questo propone una maggior equità attraverso la tassazione dei redditi diversi quelli 'fissi' a cominciare dai grandi patrimoni e da una vera lotta all'evasione fiscale e contributiva. In particolare, nella 'contromanovra' la CGIL rivendica un'imposta ordinaria sulle grandi ricchezze, con un'aliquota progressiva solo sulla quota che eccede gli 800mila euro; un'imposta straordinaria sui grandi immobili, il cui valore netto superi la soglia degli 800mila euro; un 'contributo di solidarietà' su tutti i redditi; l'aumento della tassa di successione per incentivare l'inserimento dei giovani nel mercato del lavoro. Inoltre, la CGIL vuole contrastare il carattere depressivo del decreto e propone un fondo per la crescita e l'innovazione da destinare ad un piano energentico nazionale, a politiche di green economy, alla ricerca e allo sviluppo e ad una seria politica industriale per il Mezzogiorno. Come più volte ribadito dalla leader della CGIL, il Consiglio dei ministri ha varato una manovra “bugiarda” perchè “dice di tagliare i costi della politica, ma in realtà fa solo demagogia, riducendo gli spazi di democrazia, con i tagli agli enti locali, senza intervenire sulle risorse nazionali”, per questo è importante, ribadisce la CGIL nella sua 'contromanovra', “il taglio lineare ed immediato di tutti i vitalizi di politici e amministratori pubblici”.
Minacciata dalla manovra anche la “natura e l'identità del nostro Paese” avverte Camusso, è un provvedimento, spiega, “che senza dirlo introduce la norma di licenziamento senza giusta causa, interferendo nella libertà di contrattazione dei sindacati” e “tenta di cancellare le festività del 25 aprile, del 1° maggio e del 2 giugno. Si vuole cambiare la sua storia e le sue gloriose radici che risiedono nella Liberazione e nella costituzione della Repubblica”. A questo proposito il Segretario Generale ha ricordato la petizione popolareche la CGIL ha promosso per preservare la memoria e l'identità dell'Italia, che ad oggi ha raccolto quasi 30mila firme. Con lo Sciopero Generale del 6 settembre la CGIL vuole sostenere tutto questo e quindi più crescita, più occupazione e più sviluppo.

domenica 21 agosto 2011

Lettera aperta a CISL e UIL

La Segreteria della Cgil ha scritto una lettera aperta a Cisl e Uil sulla manovra, per trovare punti in comune contro il provvedimento, e sul futuro del lavoro in Italia. Ecco di seguito la lettera integrale.

Cari amici di Cisl e Uil,
usiamo una forma inusuale, ma sicuramente la situazione non è ordinaria, per porvi pubblicamente qualche domanda, per ritrovare qualche coerenza nelle scelte del sindacato confederale in una fase così difficile.

La situazione che stiamo attraversando, è molto grave, la crisi mondiale spiega solo in parte il nostro Paese, che è in forte declino ed ha alle spalle tre anni, persi dal Governo a negare la crisi. Il giudizio sulla negazione della crisi ed i provvedimenti sbagliati, l’ossessione del Governo per la rottura dell’unità sindacale, ci hanno visto divisi in questi anni, in particolare, per l’operato del Governo sulle questioni del lavoro. Infatti, fin dalla terz’ultima manovra all’idea di difendere nelle pubbliche amministrazioni il potere contrattuale, quanto meno sulle problematiche organizzative e sulle condizioni di lavoro, si è da parte vostra preferito sostenere la legge 150 e la conseguente negazione della contrattazione.

Ma fingiamo per un attimo che tutto ciò sia il passato, ora siamo di fronte ad una terza manovra, con caratteri di iniquità che pensavamo inarrivabili. E’ evidente, dai commenti degli ultimi giorni, che i giudizi sono - se possibile - ancora più distanti, leggiamo che avremmo dovuto aprire una discussione cauta, diplomatica….. Vorremmo dirvi, che discussioni ne abbiamo fatte molte, sempre proposte da noi, ma efficacia ne abbiamo vista poca.

Soprattutto, vorremmo sottolineare che siamo per le discussioni esplicite e trasparenti, che comunque sono meglio degli incontri “clandestini e secretati” che contraddicono quanto si fa “insieme” ed in “pubblico”. Siamo alla ricerca di risposte, e ci scusiamo se utilizziamo un’intervista del Segretario Bonanni, il 12 agosto sul Corriere della Sera veniva dichiarato: “siamo sempre stati contrari ad ogni ingerenza del legislatore. Quelle norme hanno funzionato proprio grazie all’accordo tra le parti sociali. Se si ritiene che il mercato del lavoro debba essere ancora più regolato, la soluzione va ancora una volta ricercata tra noi. Con questo bipolarismo c’è il rischio che tutto diventi la tela di Penelope oggi il centro destra fa così, domani arrivano gli altri e cambiano…….e lo stesso discorso vale per qualsiasi eventuale, insensata modifica dell’art. 18”.

Possiamo chiedervi cosa è cambiato il 13 agosto alla presentazione della manovra?

L’art. 8 della manovra non è un attacco alla autonomia delle parti?

Non è un tentativo di cancellare, perché cambia la gerarchia delle fonti, l’intesa del 28 giugno con Confindustria?

Non è forse chiaro che trasformare l’art. 18 in materia contrattabile di non meglio identificate “rappresentanze sindacali operanti in azienda”, mina l’efficacia dell’articolo stesso?

Non è forse evidente che una norma che non si basa sulla rappresentanza, e affida poteri su tutte le materie fuori dai contratti, è la proliferazione di qualunque forma di sindacalismo ed un attacco esplicito al sindacato confederale?

Ed ancora, da quando una legge può rendere vigente retroattivamente un accordo sindacale separato e che prevede l’esclusione di una grande organizzazione sindacale?

Non eravate voi che respingevate l’ipotesi che fosse la legge a definire il solo voto dei lavoratori perché lesivo della funzione delle associazioni sindacali?

Abbiamo più volte discusso della necessità che sui costi della politica non si finisse nel qualunquismo e nella riduzione degli spazi di partecipazione, non possiamo dire che la manovra da invece una risposta demagogica perché taglia, senza neanche indicare i risparmi, Comuni e Province senza nessun criterio? Inoltre, si scaricherà sui cittadini (a reddito da lavoro dipendente e pensione) perché non agisce sull’efficacia, ma anticipa il federalismo fiscale a compensazione dei tagli agli enti locali previsti nella manovre. Altre domande ci vengono sull’accanimento sulle municipalizzate, sull’aggressione agli enti locali mentre nulla si dice sulle consulenze dei ministeri e sulle nomine politiche in sanità.

Forse, nel frattempo, si fa strada l’idea dello stato minimo?

Potremmo parlare di collocamento obbligatorio e dei reparti confino per i disabili?

Abbiamo visto che sui lavoratori pubblici ci sono punti di sintonia, ma come portiamo avanti queste rivendicazioni?

Come si fa a dire che i deboli sono risparmiati dalla manovra quando i tagli saranno tutti sui servizi?

Certo ci vuole una vera riforma degli assetti istituzionali, si può fare una proposta comune e decidere di sostenerla?

Delega assistenza e fisco, sappiamo, che è costruita per far cassa e non per abbassare la pressione fiscale? Possiamo ricostruire una piattaforma sul tema?

Le fasi di divisioni sono difficili per tutti, bisogna governarle perché non si traducano in comportamenti inaccettabili e lesivi del dovuto rispetto reciproco, rispetto alle persone e alle organizzazioni. Pluralismo e democrazia richiedono innanzitutto rispetto, e la Cgil farà di tutto perché non venga meno, ma vorremmo suggerirvi che se la Cgil, in assenza di scelte unitarie, prende una decisione così seria come lo sciopero generale, lo fa perché guarda al Paese, ai lavoratori, ai pensionati. Non siamo abituati a guardare dal buco della serratura in casa di altri, ci aspettiamo lo stesso rispetto. Scusandoci per la schematicità, vorremmo ribadire che lo scopo di questa riflessione e di queste domande è l’incrollabile volontà di costruire una proposta ed un’iniziativa comune.

Segreteria Cgil


20 agosto 2011

venerdì 19 agosto 2011

Manovra: nota della Segreteria Nazionale della CGIL sui provvedimenti del governo


Bocciatura completa per la manovra da parte della CGIL. In un documento il sindacato di Corso d'Italia definisce il provvedimento ''depressivo'' e che ''condanna il paese alla recessione e alla disgregazione sociale" per il suo tratto di inquita'
» Il testo della manovra economica elaborata dal governo
» Camusso, colpiti i più deboli e chi paga le tasse contro questa manovra sarà sciopero - Intervista su 'la Repubblica'
14/08/2011 Condividi su:  condividi su Facebook condividi su Twitter
La manovra del Governo riassume in sé tutte le negatività che avevamo previsto e tentato di scongiurare, assieme alle altre parti sociali.


Con questa manovra il Governo condanna il paese alla recessione e alla disgregazione sociale per difendere le grandi ricchezze e gli interessi che rappresentano la sua base di consenso.


Con questa manovra le chiacchiere sulla riduzione delle tasse e sul federalismo giungono al capolinea. La manovra del Governo impedisce alle Regioni e ai Comuni di svolgere le funzioni proprie previste dalla Costituzione.


 La manovra del Governo è:
  • depressiva, in quanto non destina risorse alla crescita né all'economia né all'occupazione, riduce il reddito e i consumi dei cittadini, mancano totalmente gli investimenti, impedisce agli enti territoriali virtuosi di impegnare le loro risorse per rilanciare le opere pubbliche e il tessuto delle imprese locali;
  • socialmente iniqua poiché colpisce lavoratori, pensionati, famiglie, soggetti sociali deboli e non ha il coraggio di intervenire sull'evasione fiscale, sulle rendite finanziarie, sulle grandi ricchezze;
  • centralista anche se riduce il perimetro dello Stato, poiché ignora le obiezioni e le proposte che sono giunte dal paese attraverso le parti sociali, le Regioni, le Autonomie locali, salva gli enti nazionali inutili e colpisce indiscriminatamente il pubblico impiego;
  • istituzionalmente scorretta in quanto interviene per decreto senza motivi di urgenza in campi affidati alla autonomia delle parti sociali;
  • velleitaria e antisindacale in quanto pretende di cancellare per legge uno strumento di regolazione generale dei diritti dei lavoratori come il Contratto Nazionale di lavoro;
  • costituzionalmente dubbia in quanto discrimina tra persone riducendo le garanzie di pari opportunità dei soggetti più deboli e incentiva la violazione della legislazione esistente;
  • inefficace in quanto non affronta in maniera strutturale le cause del deficit, ne' pone le basi per ricostruire avanzo primario e ridurre realmente il debito;
  • provvisoria e improvvisata, in quanto non è in grado di scongiurare ulteriori declassamenti del Paese e ulteriori costi di rientro nei parametri richiesti dall''Europa;
  • sbagliata in quanto nasconde dietro le richieste della Bce scelte ideologiche che non hanno nulla a che vedere con il riequilibrio e le riforme strutturali (richieste peraltro dalla stessa Europa) per la crescita;
  • confusa e indeterminata negli obbiettivi e negli effetti presentati.
La CGIL nei prossimi giorni definirà una propria proposta per dimostrare che, con gli stessi saldi previsti dal Governo, si può ragione di equilibrio dei conti e crescita.


La CGIL, di fronte allo spregio della forma, delle norme costituzionali, delle situazioni reali di vita delle persone e delle famiglie fa appello alle altre organizzazioni sindacali, alle forze sociali, alle Istituzioni più vicine alle comunità, al mondo dell'associazionismo e del volontariato e della cooperazione sociale per opporsi alla iniquità delle decisioni del governo e per impedire la disgregazione della società italiana.


La CGIL valuterà  le forme della mobilitazione più opportune per cambiare il segno economico e sociale dei provvedimenti del Governo Berlusconi.